Sicilia, Regione spende 91mila euro: ecco per cosa L'ELENCO

Sicilia, Regione spende 91mila euro: ecco per cosa L’ELENCO

Commenti

    Un televisore da 48 pollici oled motorizzato…………..scusate la mia ignoranza in materia ma motorizzato vuol dire che va seguendo Renato Schifani per le stanze o lungo i corridoi del secondo piano? Riguardo all’abbigliamento degli addetti all’anticamera dell’ufficio di gabinetto credo che siano andati invece al risparmio in quanto considerando l’elevata eleganza richiesta dall’ufficio avrebbero potuto rivolgersi alle maisons di Balenciaga, Louis Vuitton, Dior Homme o Balmain con relativi altissimi costi…….

    …..e nulla per il popolo.

    E’ prassi normale in tutti i dipartimenti fare spese fine anno, sono spese già previste capitoli solo che la lentezza della regione i finanziamenti e i decreti arrivano sempre in ritardo, quindi è ovvio che le prime spese sono quelle non indifferibili, e per ultimi si raschia il fondo del barile, altrimenti queste somme tornerebbero nel calderone generale della regione, ovviamente queste spese dell’ultima ora potranno essere quietanzate o nei 12esimi piano piano e o comunque dopo l’approvazione del bilancio regionale insomma presupponendo che il bilancio sia approvato, le ditte vedranno quietanzate le fatture non prima di Pasqua….. al solito non c’è nulla di nuovo sotto questo cielo.

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Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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