"Soldi rubati per finanziare noti pub e pizzerie di famiglia": arrestata

“Soldi rubati per finanziare un noto pub e pizzerie di famiglia”: arrestata

Ai domiciliari la dipendente di un Confidi. "Spariti" 200 mila euro. Una parte è andata al "Robinson vini"
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PALERMO – Si sarebbe appropriata di 200 mila euro del Confidi per cui lavorava trasferendo i soldi con un clic sui correnti correnti personale e delle imprese di famiglia.

I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno arrestato (ai domiciliari) Ivana Lo Re, 55 anni. I procuratori aggiunti Sergio Demontis, Annamaria Picozzi e dal sostituto Eugenio Faletra le contestano i reati di furto, autoriciclaggio e reimpiego di denaro in attività di impresa. Il giudice per le indagini preliminari Claudia Rosini ha anche disposto il sequestro preventivo delle somme provento dei reati.

Lo Re era dipendente amministrativa di un Confidi, ente che si occupa di favorire l’erogazione di finanziamenti alle imprese consorziate, tramite la sottoscrizione di convezioni con banche e istituti di credito.

Le indagini condotte dagli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria – Gruppo Tutela Mercato Capitali – hanno ricostruito le operazioni dell’indagata che aveva a disposizione le password dei conti correnti on-line del consorzi.

Innanzitutto la donna avrebbe alterato le scritture contabili di vari mandati di pagamento disposti dall’Ente a favore dei propri associati, predisponendo numerosi bonifici con destinatari e causali formalmente corretti. In realtà contenevano le coordinate bancarie di conti correnti personali, dei propri familiari e e delle imprese a loro riconducibili.

Con i soldi del Confidi avrebbe coperto costi, spese di locazione e contratti di finanziamento delle società di famiglia.

L’indagine è partita dalla denuncia di un associato che protestò per un mancato rimborso che non arrivava. Gli indagati sono in tutto sei, tra cui oltre a Lo Re, anche il marito Vincenzo Sciarrino, il figlio Gabriele e due società a loro riconducibili. Si tratta della “Per… Bacco srl” con sede in via Ludovico Ariosto (i titolari sono Gabriele Sciarrino e Alessandro Marchese, pure lui indagato), società che gestisce il noto locale “Robinson vini”, e la “Top Sicilia Tour” con sede via Teti che gestisce bar e pizzerie con servizio da asporto.

“La tecnica utilizzata per la frode era ingegnosa – spiega il colonnello Gianluca Angelini – considerato che per statuto i soci del Confidi potevano richiedere la restituzione della quota sociale versata entro cinque anni, l’indagata individuava tra le aziende quelle che non avevano richiesto la restituzione e predisponeva i bonifici di pagamento che si accreditava prima della prescrizione del diritto”.

“L’impiego di capitali di origine illecita per finanziare attività di impresa – aggiunge rappresenta una grave forma di concorrenza sleale a danno degli operatori economici onesti, la cui tutela rappresenta sempre una priorità dell’azione della Guardia di Finanza.


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