Suicidi in carcere, una piaga che scuote anche il Papa

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Papa Francesco
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    È chiaro che quando una donna o un uomo muore per qualsiasi circostanza è un dispiacere, si prova pena e dolore per quella persona. È però altrettanto vero e realmente quotidiana la morte o la grave aggressione con lesioni che richiedono ospedalizzazioni urgenti a carico di persone vittime di rapine, di atti di sopraffazione, di violenza sessuale e chi più ne ha né metta. Esistono i servizi sociali, esistono i servizi per la cura delle tossicodipendenze ai quali si può accedere da donne e uomini liberi in piena libertà o a seguito di indicazioni della magistratura. Quindi se è vero che si debba riflettere sulle condizioni di vita all’interno delle carceri è anche vero che si deve assicurare assolutamente la serenità e l’assenza di episodi di violenza gratuita a carico di donne, uomini e bambini che vogliono vivere serenamente. Chiudo con una domanda: ” Qualcuno è stato mai minacciato da un tossicodipendente con una siringa potenzialmente infetta di notte in completa solitudine o da un ubriaco in fase delirante provando terrore per la propria incolumità e dei propri cari?”

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Sogno il rispetto dei diritti dei lavoratori, nella sanità privata convenzionata con la regione Sicilia dove sé ti rifiuti di lavorare 17 giorni senza riposo ti trasferiscono di reparto dopo 20 anni . E sé chiedi l'intervento ispettivo all' ispettorato del lavoro , hai tutto il tempo per sognare.

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