Una cartolina dal bordello - Live Sicilia

Una cartolina dal bordello

"L'Infedele" con Lombardo e Mannino
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Ma cosa sarà rimasto al verde virgulto padano in studio? Ma cosa ne avrà mai capito un elettrotecnico di Cuneo? Cosa avrà afferrato un violinista di Bergamo? Cosa avrà colto un bottegaio di Todi? La crisi siciliana si racconta in diretta da Gad Lerner, nel suo “Infedele”. E ci vuole coraggio. Pure stomaco ci vuole.   C’è Raffaele Lombardo, c’è Lillo Mannino. Si comincia da storie di bassifondi incrociate con alte cariche istituzionali. La villa di Montecarlo, la famiglia Tulliani e Gaucci che ripete venti volte lo stesso mantra sulla schedina celebre, pietra dello scandalo fra lui ed Elisabetta. La spazzatura scorre sapientemente governata da Lerner che cerca un ago di logica nel pagliaio di munnizza. Gaucci è un pappagallo inarrestabile, un po’ mammalucco.

Poi tocca a Raffaele L. E si vola in alto, negli spazi siderali. Lui, Raf Lombardo, non fa altro che rimasticare il copione che noi sappiamo a memoria. Ha un vantaggio: lassù, nelle tv padane,  non lo conoscono e il copione viene buono. Il presidente declama con accenti da lirico greco. Macina il suo gioco spiazzante: “Il risanamento, i conti, le riforme, i tecnici che non sono politici”. Etc, etc… Piazza il colpo, il governatore. Un uppercut sibillino.  Si discetta di complotti, congiurati, del free press catanese che ha titolato malamente: “Lombardo è in fin di vita”. Vuoi vedere – è il sussurrato Lombardo-pensiero – che nel mio piccolo sono come Fini? Alla ripresa la correzione, secondo lo stile collaudato del “cafudda e smentisci”: “Non parlo di dossier e di complotti. Magari qualcuno alle spalle…”. Qualcuno chi? “Uno che sta nel governo”. Suspence. Pubblicità. Gad appare scosso, nonostante la bella camicia.

Ciak, si rigira, tocca a Lillo Mannino che sta riacquistando la mascella volitiva e cascante dei bei tempi Dc: “Il governo Lombardo è un monocolore”. Però la capacità dialettica di Lillo è spenta, non riflette il riverbero delle giornate d’oro. Le evoluzioni verbali che mette in campo per spiegare la spaccatura dell’Udc sono fumose, Casini o non casini. I non siciliani non capiranno. No, nessun italiano normale e dotato di senso comune, nemmeno rivedendo cento volte la trasmissione, potrebbe comprendere il nesso, il senso ultimo del siculo “rivugghio” della baracca complessiva. Andreotti era un picciriddo al confronto.

Né sostiene la causa della chiarezza un servizio da Palermo. Si nota solo un particolare che appanna e  sfoca i contorni del reale: quelli che dovrebbero stare di qua stanno di là. E viceversa. Picco del programma.  Spezzone di seduta Ars, con urla belluine all’indirizzo del presidente, grida da mercatino rionale. Il medesimo presidente, nel frattempo, provoca, sorride, sfotte, batte le mani come a scuola. Una bella reclame, non c’è che dire. Una cartolina dal bordello.


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Commenti

    e beh, cosa ci si aspettava? Lerner ha voluto mettere dentro troppo, tutto, e in malo modo, come al solito fa. L’errore è stato per i nostri siciliani andarci, accollarsi quel burino di gaucci all’inizio e il sindaco leghista che non manca mai. Troppi ospiti, troppa confusione, il tutto condito da quella puzzetta sotto il naso del conduttore. Alla fine poco si è capito e i nostri hanno fatto la figura delle comparse.

    Perché un verde virgulto padano dovrebbe capire quanto accade in Sicilia, se non lo capiscono per primi i siciliani?
    E la confusione aumenta se cercano le spiegazioni sulle pagine della stampa locale.

    Ma ancora non lo mandiamo a casa questo mistificatore di lombardo?

    Non so perche’,forse uno psichiatra potra’ spiegarmelo,ma quando in tv vedo Lombardo,mi viene da ridere.Volendo è simpatico,una macchetta,gli metterei in testa una paglietta ed un bastoncino di bambu’ in mano,ed il gioco è fatto.

    veramente, volente o non volente, l’ unico che si è fatto capire è stato il sindaco Tosi, ed è proprio questo il successo della lega: farsi capire e a sua volta capire cosa vogliono i propri elettori.

    in sicilia ormai si fa una politica vecchia, le persone non capiscono e di conseguenza si allontanano o peggio dicono siti tutti i stiessi. La lega al contrario, in maniera deprecabile, vedi Bossi e SPQR, parla al suo elettorato in maniera chiara e tonda e quindi si fa seguire. Se poi i leghisti a roma fanno tutto e il contrario di tutto bè questa è una storia diversa.

    ma avete notato che il Riporto furioso questa volta non ha parlato da indemoniato? Senza voce stridula, senza gorgheggi di indignazione, senza arroganti sfottò? Bravo! Bravo! Bravo!

    @Antony
    Non solo Tosi si è fatto capire, ma ha anche fatto capire cosa voleva dire e vuole fare Lombardo…

    Ma siamo pazzi? Ancora diamo ascolto a questi professionisti della politica che da 40 anni occupano il palazzo ed hanno ridotto la Sicilia in una fogna a cielo aperto?
    L’unica cosa giusta l’ha detta un operaio di Termini Imerese ad annozero:
    n’aviti a dare u travvagghiu oppure vi n’aviti agghire a casa!

    Mi viene il voltastomaco quando vedo ancora Mannino, poi Lombardo è il fiore all’occhiello della Sicilia, mandiamoli via a casa, a zappare, anche loro si sono mangiati ciò che spetta oggi ai nostri figli a trentanni ancora disoccupati, VIA VIAAAAAAAAAAAAAAAAAA

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