Una rosa per la piccola vittima | "L'ho vista e ho pensato ai miei figli" - Live Sicilia

Una rosa per la piccola vittima | “L’ho vista e ho pensato ai miei figli”

Dolore in via Di Giorgi, dove è stata ritrovata la neonata poi deceduta. Parla un uomo che ha poggiato una rosa accanto al cassonetto.

L'orrore di via Di Giorgi
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PALERMO- Un borsone rosso abbandonato dentro un cassonetto. Una neonata che piange al suo interno. Un clochard pietoso che raccoglie tutto e segnala l’emergenza ai passanti. Scatta la macchina dei soccorsi, ma è troppo tardi per la piccola che muore all’ospedale Civico.

Via Di Giorgi, a Palermo. Il luogo in cui la piccola è stata sacrificata, è l’epicentro di emozioni fortissime. Lo sdegno, la rabbia, l’incredulità. Un miscuglio che comincia a prendere quota a metà mattinata, dall’ora del ritrovamento del corpicino. La strada è chiusa al traffico mentre la sezione scientifica fa i rilevamenti tecnici. Sono in tanti a fermarsi e osservare il lavoro delle forze dell’ordine mentre svuotano il cassonetto alla ricerca di una prova, di un indizio. All’interno, una coperta di lana beige, macchiata di sangue. La stessa che poco prima avvolgeva completamente la neonata. Trovati dentro il cassonetto anche una scarpa, una felpa nera e poco altro.

Il quartiere è sotto shock. “Sono sconvolto per la violenza ingiustificata di questo gesto crudele – parla un uomo che ha notato la piccola e che ha posato una rosa bianca sul luogo del ritrovamento -. Ho visto la bambina dentro il cassonetto e ho ripensato al momento in cui ho assistito alla nascita dei miei figli. Solo un genitore può capire cosa ho provato nel vedere il piccolo corpo abbandonato in questo stato barbaro”.

Un atto di cattiveria che non trova giustificazione e che suscita la rabbia dei tanti passanti e dei commercianti della zona, come il fioraio Kalem, del Bangladesh: “Chi ha fatto una cosa del genere è un animale“. O della signora Rosa che abita in via Di Giorgi: “Auguro a queste persone il male peggiore. La bambina aveva ancora il cordone ombelicale, come si può fare un gesto simile? Adesso è un angelo volato in cielo”.

“Ho preferito non guardare – racconta la titolare del bar Esedra, Laura D’Angelo. – Non si può abbandonare una neonata in un cassonetto, è un gesto macabro. Questa è una di quelle notizie che si sentono in tv, lontano dalla vita quotidiana. Ma dal vivo, quando sai che c’è una neonata abbandonata nel cassonetto dove ogni giorno butti la spazzatura, è un’altra cosa”.

 

 

 

 

 


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Commenti

    Nell’ articolo c’è un passaggio bellissimo ” l’ epicentro delle emozioni fortissime “, come si fa ad non emozionarsi, sentendo e leggendo la notizia più tragica che possa esistere, come si fa a rimanere impassibili a certe cose che l’ uomo è capace di fare. Ciao piccolo fiore.

    TRISTEZZA, TRISTEZZA, TRISTEZZA.

    Sentivamo il bisogno del commento di Kalem . Venuto da un paese dove i musulmani ammazzano donne ,bambini e neonati per passatempo e senza nessuna pietà .
    Che Kalem sia diventato cattolico ? Bravo!

    addio piccolo fiore…..ti hanno ucciso….preghero per te…..ho pianto oggi per te

    Atto assolutamente contro natura. Pertanto nessuna pietà e nessuna giustificazione per l’essere che l’ha messa al mondo e poi buttata come una confezione scaduta di marmellata.

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