PALERMO – Beni per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro sono stati sequestrati dai carabinieri della compagnia di Partinico ad Andrea D’Arrigo, 72 anni, di Borgetto (Palermo). Il decreto di sequestro, disposto dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo su richiesta della Dda, è collegato alle risultanze investigative dell’operazione Carthago, che ha portato nel gennaio 2009 all’arresto di 17 presunti mafiosi del mandamento di Partinico, compreso D’Arrigo.
Le indagini lo collocavano nello schieramento di Nicolò Salto, fedelissimo dell’allora capomafia latitante di Altofonte, Mimmo Raccuglia, in contrasto con un gruppo emergente. Contrasto che sfociò in una sanguinosa guerra di mafia. Tra le vittime, anche l’imprenditore Giuseppe Lo Baido e il meccanico Antonino Giambrone, assassinati nel 2008 a distanza di pochi mesi l’uno dell’altro. Entrambi, secondo l’accusa, erano legati a D’Arrigo.
Quest’ultimo, condannato in primo grado a sei anni di reclusione per associazione mafiosa, era stato poi assolto in appello per non aver commesso il fatto. Nonostante ciò, il tribunale, sulla base delle acquisizioni indiziarie e della notevole sproporzione tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto da D’Arrigo, ha disposto il sequestro di immobili, terreni agricoli e un’azienda, oltre a conti correnti e depositi di risparmio, per un ammontare complessivo di circa un milione e mezzo di euro.
Il provvedimento riguarda anche i beni dei parenti di D’Arrigo: Giuseppe, Maria Francesca e Silvana D’Arrigo, Rosalia Cusumano, Adriana Turdo, Antonino Cammarata, Francesco Provenzano.


