PALERMO – Un bilancio imponente che mette a nudo le piaghe del mercato del lavoro in Sicilia, tra rapporti fittizi, evasioni contributive e settori fuori controllo. La Direzione regionale dell’INPS ha presentato questa mattina, presso la sede di via Maggiore Toselli a Palermo, i risultati dell’attività ispettiva condotta nell’isola nel corso del 2025. I numeri parlano chiaro: oltre 77 milioni di euro di crediti accertati e più di 10.000 rapporti di lavoro irregolari emersi grazie a un’azione di vigilanza mirata.
I numeri della vigilanza
L’attività ispettiva dell’ultimo anno ha permesso di scoperchiare un sistema complesso di irregolarità. Oltre ai 400 lavoratori trovati completamente in nero, il dato più allarmante riguarda i 5.300 rapporti di lavoro simulati. Si tratta di contratti inesistenti creati al solo scopo di ottenere indebitamente prestazioni previdenziali e assistenziali (come disoccupazione o indennità).
“L’evasione è purtroppo in aumento. Si sfiora il 5% del Pil in termini di risorse evase. Questo non può che influire negativamente sulla qualità dei servizi offerti al cittadino”, ha commentato il direttore generale Inps Sicilia, Sergio Saltalamacchia. “I dati emersi nella nostra attività investigativa di vigilanza dipingono una realtà allarmante, soprattutto in alcuni settori”.
Scuole private, case di cura e IPAB
L’azione dell’Istituto non è stata a pioggia, ma si è concentrata su comparti specifici. Particolare attenzione è stata rivolta al settore delle scuole private e a quello delle case di cura e di riposo. Ma è sul fronte delle IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) che l’Inps ha assestato il colpo più duro: una campagna di controllo pluriennale che ha portato a una dettagliata segnalazione alla Procura regionale della Corte dei Conti per denunciare una situazione gestionale definita “disastrosa”.
Agricoltura e Turismo
Il 2025 è stato anche l’anno della stretta sul lavoro agricolo. Una campagna coordinata a livello regionale ha permesso di far emergere migliaia di rapporti di lavoro inesistenti, avviando un recupero contributivo di vasta scala. Parallelamente, l’Istituto ha passato al setaccio il comparto turistico nelle Isole minori, dove le ispezioni hanno evidenziato criticità legate alla stagionalità e alla regolarità contrattuale.
“Abbiamo concentrato le nostre ispezioni su un totale di circa 700 aziende che risultavano sospette in termini di irregolarità – ha aggiunto il dirigente aria regionale vigilanza entrate, Fabio Basiricó – . Nel solo settore dell’agricoltura i dati hanno un impatto più che rilevante: oltre il 90% di tutti rapporti fittizi venuti alla luce in Sicilia nel 2025 riguarda infatti i braccianti agricoli. Sono quasi 4.900 i rapporti di lavoro rivelatisi fasulli. Imponente anche il recupero contributivo, con oltre 23 milioni di euro accertati a carico di 126 aziende del settore”.
I casi più rilevanti
L’Inps ha operato in stretta sinergia con i Carabinieri del NIL e la Guardia di Finanza. Tra le operazioni più rilevanti illustrate in conferenza stampa, spiccano i controlli nei confronti di una grande azienda di allevamento di galline da uova nel palermitano e di un colosso della grande distribuzione organizzata (GDO).
“Nell’azienda avicola abbiamo accertato un’imponente omissione di imponibile contributivo, riscontrato l’errato inquadramento contrattuale di parte del personale e disconosciuto molteplici rapporti di lavoro fittizi, con un recupero contributivo superiore a 9 milioni di euro, inclusi interessi e sanzioni” ha sottolineato Basiricó.
“L’accertamento sull’azienda operante nella grande distribuzione organizzata, tra l’altro titolare di una pluralità di supermercati dislocati in tutta la provincia di Palermo, ha portato alla luce l’indebita fruizione di ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione, e l’inquadramento dei lavoratori a un livello contrattuale inferiore rispetto a quello spettante, per un addebito di circa 8,5 milioni di euro fra contributi e sanzioni”.
“Risanare i conti tutelando la concorrenza”
“L’attività del 2025 conferma come la Sicilia resti un territorio ad alto rischio di evasione contributiva, ma evidenzia anche un rafforzamento della capacità di intervento dell’Istituto – ha specificato Saltalamacchia -. La mole di sanzioni e recuperi punta non solo a risanare i conti dell’ente, ma a tutelare le aziende che operano nella legalità e che subiscono la concorrenza sleale del lavoro irregolare”, ha concluso il direttore.
