PALERMO – Una risposta corale, immediata e di prossimità da parte delle istituzioni per fermare la preoccupante escalation criminale che sta colpendo Palermo. La commissione regionale Antimafia, presieduta da Antonello Cracolici, si è riunita questo pomeriggio nei locali dell’Istituto comprensivo Sferracavallo-Onorato di via Tacito. Una scelta simbolica e operativa forte, che trasforma la scuola della borgata marinara in un presidio di legalità e di confronto diretto dopo i gravissimi episodi che hanno scosso profondamente il territorio.
Nel mirino la borgata: dai colpi di mitra al pizzo
Al centro del vertice c’è l’analisi della sequenza di raid armati e intimidazioni che ha gettato l’area in uno stato di massima allerta. L’episodio più eclatante, che ha sollevato la ferma reazione della comunità e delle associazioni, è l’assalto contro il ristorante “Il Brigantino” di via Torretta, la cui vetrata è stata crivellata da una raffica di colpi di arma da fuoco, presumibilmente un fucile d’assalto tipo Kalashnikov.
Un modus operandi brutale che si inserisce in una scia di danneggiamenti, incendi e avvertimenti che, nelle ultime settimane, hanno preso di mira diverse attività economiche della zona, sollevando lo spettro di una violenta pressione estorsiva sul tessuto commerciale locale.
Un tavolo istituzionale e sociale per fare rete
Attorno al tavolo della commissione si sono ritrovati i massimi rappresentanti delle istituzioni della provincia: il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il presidente del Tribunale Piergiorgio Morosini e i sindaci dei Comuni di Palermo, Capaci, Carini, Isola delle Femmine e Torretta. Accanto alla rappresentanza politica e giudiziaria, l’incontro ha visto il coinvolgimento diretto del tessuto sociale e produttivo locale.
All’incontro hanno preso infatti parte varie associazioni territoriali, alcuni consiglieri del Comune di Palermo e di circoscrizione, insieme con le organizzazioni di categoria e alle associazioni antimafia e antiracket, tra cui Addiopizzo e Confesercenti, attive sul territorio e chiamate a fare rete a tutela di commercianti e imprenditori.
Cracolici: “Promuoviamo una reazione civile”
A ribadire quanto sia necessario rompere il silenzio attraverso la denuncia e quanto sia importante la cooperazione tra cittadini, associazioni e forze dell’ordine è stato Cracolici. Il presidente dell?Antimafia regionale ha spiegato che la seduta è stata convocata innanzitutto per manifestare “la più vera e ampia solidarietà” alle vittime di questi episodi, precisando che: “Manifestare solidarietà non è solo un gesto di attenzione, di comprensione o di vicinanza. Significa costruire una cintura, un muro contro l’indifferenza, che è il peggior pericolo che corriamo”.
Cracolici ha poi proseguito lanciando un appello alla cittadinanza: “Credo che oggi abbiamo bisogno di promuovere una reazione civile che deve investire tutti. In una battaglia come quella che ci apprestiamo a vivere non ci possono essere zone franche, non ci possono essere responsabilità da addebitare a qualcuno per non esercitare la propria di responsabilità. Siamo dinanzi a una fase nuova della vita criminale di questa città ed è per questo che dobbiamo fare fronte comune in una rete civile per riuscire a bloccare questo fenomeno”.

Lagalla: “La lotta alla mafia non si ferma”
Sulla complessità del momento è intervenuto il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, evidenziando come la riunione sia “la testimonianza di una battaglia condotta dalla stragrande maggioranza” dei palermitani.
Lagalla ha espresso profonda preoccupazione per l’incrocio di due diversi fenomeni sul territorio: “Da un lato il fenomeno crescente di un disagio giovanile e di una violenza minorile che si sono scatenate non soltanto a Palermo, ma in tutto il territorio nazionale. Dall’altro, il problema di quella mafia storica o di ritorno, dopo la liberazione di molti boss dalla condanna in carcere”.
Davanti a questo scenario, il sindaco ha rimarcato che la lotta alla mafia “non può permettersi né di fermarsi, né di essere sottovalutata o sottodimensionata. È giusto che la politica si presenti unita rispetto a una sfida – ha concluso – che è la sfida allo Stato, ma è soprattutto una sfida al territorio”.
Schifani: “Pronti a finanziare i rimborsi per le vittime”
Al vertice ha voluto far sentire la propria voce anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, annunciando misure concrete a sostegno degli imprenditori colpiti. “Siamo qui come Regione, oltre che per mostrare la nostra solidarietà a tutte le vittime, per confermare il finanziamento della norma che consente i rimborsi per danni subiti da attentati come questi degli ultimi giorni. Una norma che era ormai inconsueta, ma che rifinanzieremo, augurandoci tuttavia che non venga mai utilizzata”.
Schifani ha poi richiamato la necessità di una forte sinergia istituzionale: “La Regione c’è, lo Stato c’è, in sinergia con le forze dell’ordine e con la magistratura. Dobbiamo vigilare attentamente perché è un periodo difficile quello che stiamo vivendo. C’è questa recrudescenza di questa forma di criminalità. Ieri ho visitato l’amico Tommaso Dragotto e devo dirvi che è estremamente impressionante vedere quel numero di macchine bruciate davanti il proprio ingresso. Ho trovato una persona provata, ma determinata, una persona onesta che conosco da tanto tempo e che mi ha ribadito: ‘Io non mi piego e non mi piegherò’, ed è dovere nostro stargli accanto”.

La testimonianza di Dragotto: “Controlli dinamici, non mi piegherò mai”
All’iniziativa ha partecipato lo stesso Dragotto, patron di Sicily by Car, che ha recentemente subito un grave incendio ai danni di una parte del suo parco auto aziendale. L’imprenditore ha espresso una ferma condanna per le azioni criminali, chiedendo alle istituzioni interventi mirati per presidiare il territorio attraverso un controllo capillare e una maggiore mobilità delle forze dell’ordine nei punti più sensibili.
Dragotto ha bollato poi come “inutili” le sessanta telecamere annunciate dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per Palermo. ha commentato con scetticismo l’ipotesi di istituire presidi fissi, giudicandoli impraticabili per la cronica carenza di personale e caldeggiando invece l’impiego di pattuglie dinamiche. Da Dragotto, infine, un messaggio di forte resistenza: “Non mi piego, non mi piegherò mai”.
Morosini: “Lo Stato è vicino agli operatori economici”
Anche il presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, ha voluto rinnovare la vicinanza della magistratura ai commercianti del luogo. “Siamo qui per manifestare la presenza delle istituzioni e dello Stato in un momento così delicato per questa comunità. Siamo vicini agli operatori economici che hanno subito gli atti intimidatori”, ha affermato.
Prospettive e passi futuri
I vertici istituzionali, giudiziari e le forze dell’ordine presenti hanno ribadito la volontà dello Stato di non arretrare di un millimetro di fronte alle pressione criminali. L’impegno scaturito dal vertice di Sferracavallo è quello di avviare un percorso di monitoraggio molto più stringente sulla fascia costiera e sui comuni limitrofi al capoluogo, intensificando le attività di contrasto per disinnescare la pressione mafiosa sul tessuto economico e restituire piena serenità alle borgate colpite.
