Finanza, gasolio importato illegalmente nel Catanese: indagati

Gasolio importato illegalmente nel Catanese: indagati NOMI VIDEO

L'indagine delle fiamme gialle ed il provvedimento della Procura
L'OPERAZIONE
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CATANIA – Cinque persone destinatarie di misure cautelari. Nello specifico, due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e tre divieti di esercitare attività d’impresa). Sette in tutto gli indagati.

Catania, le indagini della finanza

Operazione dei finanzieri del Comando provinciale di Catania tra le province di Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma. L’accusa contestata è quella di sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle accise su prodotti energetici. Disposto il sequestro penale dei beni mobili aziendali e delle liquidità di una società di capitali e di due ditte individuali.

Per un importo complessivo di oltre 235 mila euro. Nonché il sequestro per responsabilità amministrativa degli enti, delle quote, dei beni aziendali e delle disponibilità finanziarie di una società che ha beneficiato del meccanismo fraudolento di evasione delle accise.

Indagini, coordinate dalla procura di Catania e condotte dal Nucleo etneo di polizia economico finanziaria. Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di pedinamento e controllo, analisi di documentazione contabile e extracontabile.

La ricostruzione delle fiamme gialle

Al centro delle indagini l’imprenditore 38enne di Adrano del settore dei trasporti e della logistica, Alfredo Carcagnolo. A lui la Procura contesta anche di essersi approvvigionato di gasolio agevolato a uso agricolo. Con la complicità di Armando Grillo, 73 anni. E di una cooperativa di Biancavilla amministrata da Rocco Di Primo, 51 anni, con cui però riforniva i suoi mezzi aziendali, con significativi risparmi di imposta. Visto che quel carburante ha aliquote ridotte rispetto a quelle previste per l’autotrazione.

Secondo le indagini del nucleo Pef delle Fiamme gialle, Carcagnolo grazie all’intermediazione di Andrea Morroni, di 78 anni, titolare della società inglese Oil & Oil trading Ltd, si sarebbe rifornito di circa 400 mila litri di gasolio di tre raffinerie dell’Est Europa facendoli entrare in Italia come ‘liquido bio corrosivo’.

Prodotto esente da imposte, con la complicità di tre autisti, uno dei quali è Piero Puglisi, di 39 anni. A conclusione delle indagini delle Fiamme gialle, su richiesta della Procura etnea, il Gip ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Carcagnolo e Puglisi e il divieto di esercitare attività di impresa per Morroni, Grillo e Di Primo.

Il sequestro delle imprese

Disposto anche il sequestro delle imprese che, secondo l’accusa, sarebbero coinvolte nella frode. La Tir international, la Logistica zero e la New logistica di Adrano, amministrate da Carcagnolo, fino a complessivi 235 mila euro. La Tir internazionale è stata anche sequestrata per ‘responsabilità amministrativa dell’ente’ perché società di capitale nel cui interesse e vantaggio, secondo la Procura, “è stato attuato il sistema illecito”.


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