CATANIA – Una lite, poi le coltellate in strada, nel cuore di Picanello. Il marito della donna, ricoverata in gravi condizioni, ha confessato sotto interrogatorio ed è stato arrestato. I particolari.
Tentato femminicidio, la confessione
Ha ammesso di aver accoltellato la moglie. Il 56enne, durante l’interrogatorio la sostituta procuratrice Emilia Rapisarda, nella caserma del comando provinciale dei Carabinieri di Catania, ha sostenuto di aver agito durante una lite con la donna, legata a contrasti familiari.
“In particolare, l’uomo, recentemente scarcerato – ricostruiscono i carabinieri – non avrebbe accettato la volontà della moglie di interrompere la loro relazione, volontà che quest’ultima gli aveva comunicata durante il periodo in cui egli era detenuto. Una volta tornato in libertà, l’indagato avrebbe preso piena contezza della volontà della moglie di porre definitivamente fine al rapporto e non accettando tale decisione, avrebbe minacciato la vittima fino a giungere al tragico epilogo”.
Avrebbe raggiunto la vittima a bordo di uno scooter, aggredendola sul marciapiede e inseguendola anche all’interno di un esercizio commerciale, in cui la moglie aveva tentato di trovare riparo, per poi allontanarsi rapidamente, abbandonando sul posto il mezzo e l’arma utilizzata: un coltello da cucina.
Il bollettino medico della Morgagni
“La paziente, attualmente ricoverata presso il Centro Cuore di Pedara, è stata trasferita dall’Ospedale Cannizzaro di Catania a seguito di gravi lesioni traumatiche che hanno interessato diversi organi. Al momento, le sue condizioni risultano stabili e sono costantemente monitorate” si legge in una nota della clinica Morgagni.
“La complessità del quadro clinico – affermano i medici – ha richiesto un intervento tempestivo e coordinato da parte di più équipe specialistiche. Sono stati coinvolti i reparti di cardiochirurgia, chirurgia toracica, chirurgia addominale, radiologia e anestesia, in sinergia con la Direzione del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e la Direzione sanitaria. L’approccio multidisciplinare ha consentito di gestire in modo efficace le condizioni della paziente”.
L’uomo è accusato di “tentato femminicidio” e “porto illegale di armi od oggetti atti a offendere”. Dopo l’arresto è stato condotto nel carcere di Piazza Lanza.
