"Adesso la Rap non ha più scuse. Tari? Aiuti per i negozianti" - LiveSiilia.it

“Adesso la Rap non ha più scuse| Tari? Aiuti per i negozianti”

Commenti

    Ma se in un articolo precedente di Livesicilia si è scoperto che non hanno neanche una mappa che suddivide la città in zone da affidare ai vari spazzini!!!!!!! Le vie limitrofe a via Libertà sono un immondezzaio e pure al Borgo non si vede l’ombra di uno spazzino. Orlando cominci a camminare a piedi ed a rendersi conto della situazione.
    Ed io pago più di €4400 di tassa!
    VERGOGNA

    Vogliamo la differenziata in tutta la citta’. Così non funziona. i cittadini dove dovrebbero farla non la fanno e caricano sacchetti di immondizie per depositarli nei cassonetti ancora esistenti Grazie

    A palermo vive bene chi occupa una casa e evade ogni tassa,avrà reddito di cittadinanza buoni spesa ed esenzioni varie,fessi i cittadini onesti,questa e la Palermo del “dott”ollando

    Basta con i proclami. Il modello di gestione non funziona, lo sappiamo tutti, lo sa il sindaco. Non è la Rap a non avere più alibi, è la nostra intelligenza di cittadini.

    Dopo avere letto le dichiarazioni……mi vieni i ritiri.

    “Abbiamo ereditato il contratto che era dell’Amia – spiega il sindaco – non avevamo neanche i sacchetti dell’immondizia…….” Ma il Sindaco non era sempre lui? Complimenti alla faccia tosta!!!!

    Quando hanno nominato il Direttore doveva fare…. e un fici nienti.

    Complimenti al sindaco. Vorrei capire la diversità comportamentale tra Rap e gesip

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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