Già, la Sicilia migliore: infatti schofani e lagalla muti. COMPLIMENTI!!!

Già, la Sicilia migliore: infatti schofani e lagalla muti. COMPLIMENTI!!!
Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.
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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.
Se hanno osato agire cosi contro le Forze Dell'Ordine, cosa sarebbero stati in grado di compiere nei confronti di gente indifesa, di donne, di bambini in una casa?
La cristallizzazione dei ricordi, cosi la chiamano e dentro c’è tutto. C’è la torre di Babele dei sogni …infranti, c’è lo stupore dei perché, c’è l’eco dell’immaginario. Ci sono le voci nitide e i sorrisi e le vie degli occhi. Ci si arrampica a fatica su specchi graffiati dal tempo e nulla torna “com’era prima”.
La memoria diventa prigione e non è il tempo che cura, forse l’amore, quello si, forse l’amore degli affetti profondi, quello che ti solleva dall’angoscia, forse…..Io ancora la cerco quella ragione, ancora…….e ancora e spero….
Ricordo indelebile; io ero li quel maledetto giorno, mi salvò una sigaretta, ero appoggiato al palo della fermata, chiesi una sigaretta ad un compagno che stava di fronte a me a circa 5 metri di distanza , lui mi rispose scherzando se la vuoi vieni a prenderla, cosi mentre mi avvicinavo al mio compagno arrivava l’auto, che spazzava chi era esattamente dove ero io. In quel periodo abitavo a Tommaso Natale , e ricordo che fu talmente traumatizzante che iniziai a camminare e senza rendermene conto tornai a casa a piedi ….
Ricordi di storia dolorosa..