Blackout ai Servizi sociali: “Bloccati senza poter lavorare” - Live Sicilia

Blackout ai Servizi sociali: “Bloccati senza poter lavorare”

Anche nei locali comunali di via Dusmet l'energia elettrica è un lontano ricordo. Ma i dipendenti si domandano quali siano le cause.

CATANIA – Prima lo scoppio del contatore generale, poi i blackout a saltare e l’incendio di un paio di stampanti (per fortuna, meno importanti di quella che ha mandato in fumo l’estate dell’aeroporto di Catania). Gli uffici dei Servizi sociali di via Dusmet, a Catania, sono senza energia elettrica da un paio di giorni “e così, con tutta evidenza, non possiamo lavorare. Il fatto è che, però, gli esercizi commerciali nella stessa zona continuano ad avere l’energia elettrica. Mentre noi no. Continuano a dirci che è un problema dell’Enel, ma siamo sicuri che non siano gli impianti elettrici di questo edificio a essere pericolosi?”.

Il racconto arriva dal personale degli uffici. “Quando, due giorni fa, è scoppiato il contatore generale, è saltata la luce. Nel giro di qualche ora – spiegano – sono arrivati i tecnici dell’Enel che hanno sostituito il contatore, che si era letteralmente bruciato“. La luce è tornata, ma è durata poco. “Ieri mattina è saltata di nuovo, e hanno iniziato letteralmente a bruciare le prese di corrente. Due stampanti hanno preso fuoco, e di questi tempi…”. Il riferimento è a quella che sarebbe stata la causa dell’incendio al Terminal A dell’aeroporto di Fontanarossa.

“Stavolta – prosegue il racconto degli operatori – sono intervenuti i tecnici del Comune. Ci hanno detto che l’Enel sta facendo degli interventi in zona che, probabilmente, sovraccaricano la rete. Ma solo la nostra?”. Computer spenti, impianti di condizionamento pure. “Ci è stato detto che saremmo potuti tornare a casa, ma solo prendendo un permesso personale o le ferie”, continuano i dipendenti. Fermi alle loro scrivanie con le braccia incrociate. “La struttura è vecchia e temiamo che l’impiantistica sia tutta obsoleta. Dall’umidità alle pareti a un pezzo di soffitto crollato tempo fa, che rende inagibile una parte dell’immobile. In tre giorni non abbiamo potuto lavorare, ma temiamo che i circuiti siano ormai obsoleti e che si continui ad attribuire ai disagi di E-distribuzione un problema che, invece, è di sicurezza degli uffici pubblici”.

Anche perché non tutte le case che hanno sperimentato i blackout, anche a singhiozzo, hanno poi visto esplodere o bruciare le prese di corrente. “Nelle ultime settimane, c’è stato un oggettivo sovraccarico di persone: si sono trasferiti qui altri uffici, sono stati montati condizionatori nuovi… Molte cose sono cambiate. Può esserci un collegamento?“.

Quello che è certo è che, se il disagio per i dipendenti comunali è non potere lavorare e restare chiusi in stanze senza aria condizionata, quello per gli utenti è tutt’altra storia. Considerando anche che sono i giorni in cui vengono comunicati i nomi dei cittadini che hanno diritto alla Carta Acquisti Solidale, la misura del governo di Giorgia Meloni che dovrebbe servire le famiglie in difficoltà che non percepiscono altre forme di sussidio. “Abbiamo potuto dare un supporto di informazioni a chi è venuto qui negli uffici – dicono – ma nient’altro. Chi ha la responsabilità di questi disservizi?“.


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