Candela lascia la task-force Covid |Il governo gli revoca l'incarico

Candela lascia la task-force Covid |Il governo gli revoca l’incarico

Commenti

    Noooo, ma perchè! L’intero stabile senza capo condominio, questo non si può proprio sopportare!

    È inutile non hanno rossori. VERGOGNA

    Che vergogna, arricchirsi in modo fraudolento con la sanità è la cosa più spregevole che si possa fare. Questi personaggi, molti dei quali assolutamente mediocri, sono frutto dei giochi della politica e i risultati sono questi. Vedrete che anche questa lezione, una volta spenti gli echi, non sarà servita a nulla.

    CARA PROCURA E GUARDIA DI FINANZA, COMPLIMENTI SU QUANTO FATTO SINORA, MA NON MI ACCONTENTO E DA ELETTORE DI CENTRO DESTRA, VI DICO CHE MI INTERESSA SAPERE IN QUALE CONTESTO POLITICO MATURA LA NOMINA DI CANDELA. TRADOTTO, I POLITICI CHE HANNO. PERORATO LA SUA NOMINA.

    Scusate era il minimo. Comunque presidente non doveva dare incarico a costui!

    Finchè il Presidente della Regione si circonderà di persone utili in tutte le stagioni e non darà un segnale netto di discontinuità con il passato sarà ricordato come uguale ai vari Lombardo e Crocetta etc. delusissima Presidente.

    Ora prendono qualche altro mestierante sottomesso.

    Non si può il Cav. Candela è un emerito della Repubblica.prodotto e lavorato dal PD. Quanto dire.

    Diano l’incarico a ….. Turano.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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