Catania, bancarotta: interdetti commercialisti NOMI

Catania, bancarotta ed evasione: sequestro milionario

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Operazione della Guardia di Finanza. Il video

CATANIA – Bancarotta fraudolenta e documentale, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio, la guardia di finanza ha eseguito quattro misure cautelari personali, disposto il sequestro di “attività commerciali e disponibilità per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro”. Indagati il commercialista Natale Strano e il figlio Salvatore, suo stretto collaboratore.

Catania, bancarotta: le indagini

Il nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania ha indagato su “un sistema fraudolento perpetrato ai danni dello Stato, che sarebbe stato attuato da alcuni imprenditori di origine cinese con l’aiuto del commercialista catanese Natale Strano (classe 1957) e del figlio Salvatore (classe 1982)”.

Le indagini nascono dagli accertamenti nei confronti della Oriente World Srl e della ditta individuale Chen Chunhua di Misterbianco, attive nel commercio all’ingrosso di abbigliamento e prodotti di vario genere, “entrambe poste in liquidazione giudiziale – scrivono gli inquirenti – a seguito degli elevati debiti maturati nei confronti dell’Erario per complessivi 10 milioni di euro”.

Bancarotta fraudolenta

Gli investigatori ipotizzano che gli indagati abbiano eseguito “un piano preordinato allo svuotamento delle due imprese fortemente indebitate a favore di altre realtà aziendali appositamente costituite per proseguire l’attività commerciale senza dover adempiere alle obbligazioni fiscali maturate in capo alle “old companies””.

Nel caso della Oriente World Srl, sarebbe stato trasferito il ramo d’azienda, “a un valore sensibilmente inferiore (€ 100.000, di cui solo € 30.000 effettivamente incassati) rispetto a quello di mercato (1,5 milioni di euro), a favore di una new company, la GC Srl, riconducibile al medesimo amministratore di fatto, individuato in LIN Fan (classe 1998)”.

Il groviglio societario

L’operazione avrebb consentito all’imprenditore cinese “di proseguire l’attività economica sotto la nuova denominazione Gc Srl senza gli ingenti debiti erariali, trasferendo alla nuova società solo la parte attiva della Oriente World Srl ovvero l’avviamento aziendale, le attrezzature e le rimanenze di merci”.

La stessa manovra sarebbe stata replicata con una diversa società, sempre riconducibile a Lin Fan, attraverso la stipula di un contratto di affitto di ramo d’azienda, per un canone di € 336.000 annui, da parte della Gc Srl a favore della Six 2.0 di Tang Chunzi Sas.

Ma non basta, sarebbe stato poi attuato dall’imprenditore un ulteriore passaggio “di fatto” del ramo d’azienda, non accompagnato da atti formali di trasferimento, dalla SIX 2.0 alla G-Shop Srl.

Evasione delle imposte

Indagando sulla ditta individuale Chen Chunhua, gestita di fatto da LIN Fan, la guardia di finanza ha individuato “le reali cause che hanno portato alla liquidazione giudiziale, dovuta principalmente, secondo la ricostruzione accusatoria accolta dal Giudice, alla sistematica omissione del pagamento delle imposte accompagnata da una massiccia distrazione di merce per oltre 2,5 milioni di euro”.

Il coinvolgimento dei commercialisti

Le indagini, sottolineano gli investigatori coordinati dalla Procura etnea, sarebbero state rese “ancora più complesse anche per la mancata consegna della documentazione contabile delle aziende coinvolte”. In questo contesto è emerso, “a livello di gravità indiziaria”, il coinvolgimento del professionista Natale Strano e del figlio Salvatore Strano, quest’ultimo titolare all’interno dei medesimi uffici del padre commercialista di una società di elaborazione elettronica dei dati denominata “Servizi e soluzione di impresa Sas”.

I professionisti, “non soltanto avrebbero avuto consapevolezza delle ripetute condotte distrattive e fraudolente poste in essere da Lin Fan, con cui si interfacciavano ben conoscendo il suo ruolo di amministratore di fatto delle imprese coinvolte, ma avrebbero anche contribuito all’ideazione e alla realizzazione di tali condotte, fornendo – tramite una consulenza che avrebbe oltrepassato i limiti del mandato professionale – un apporto causale penalmente rilevante”.

Le misure

Il Gip ha disposto l’interdizione dall’esercizio dell’attività professionale nei confronti di Natale e Salvatore Strano e dell’attività imprenditoriale di Lin Fan e Chen Chunhua, in quanto ritenuti “gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso, dei reati di bancarotta fraudolenta (nelle forme “patrimoniale” e “documentale”), sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio”.

È stato inoltre ordinato il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni e disponibilità fino ad un ammontare di 900 mila euro nonché il sequestro “impeditivo” (ovvero finalizzato a impedire che le conseguenze dei reati commessi si aggravino) delle quote di 4 società e degli interi compendi aziendali di due ditte: tutte e sei le aziende saranno affidate a un amministratore giudiziario appositamente nominato.
Per una delle società coinvolte nell’attività di autoriciclaggio è infine previsto uno specifico capo di imputazione per responsabilità amministrativa degli enti.


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