LICATA (AGRIGENTO) – Spaccio di cocaina e hashish nella zona di Licata, in provincia di Agrigento, con gli ordini che arrivavano dal carcere. Questo uno dei particolari che emergono dall’operazione antidroga portata a termine dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento: eseguite misure cautelari nei confronti di sei indagati.
Droga nell’Agrigentino, gli ordini dal carcere
Gli indagati avevano messo in piedi un giro di cocaina e hashish nel territorio di Licata e lo spaccio sarebbe stato gestito e coordinato da due degli indagati mentre si trovavano rinchiusi nel carcere romano di Rebibbia. Questi, nonostante si trovassero in cella, riuscivano a comunicare con l’esterno.
Le accuse agli indagati
Le accuse formulate dal gip del tribunale di Agrigento sono: concorso per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, ricettazione e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti. Le misure cautelari sono state eseguite a Licata e nei penitenziari di Viterbo e Teramo. I destinatari dei provvedimenti sono quasi tutti italiani, ad eccezione di un albanese: alcuni sono già detenuti per altri motivi.
L’origine dell’inchiesta sulla droga a Licata
L’indagine, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Agrigento e coordinata dalla Procura, ha preso le mosse dall’inchiesta ‘Omnia’. Si tratta dell’indagine aperta dopo l’incendio di uno stabilimento per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti avvenuto nel gennaio 2024. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati complessivamente due chili di cocaina e una pistola clandestina calibro 9. Eseguite anche diverse perquisizioni nei confronti di un ulteriore indagato non colpito da provvedimento cautelare.
