Confiscato al costruttore Francesco Zummo un patrimonio da 150 milioni

“Confisca da 150 milioni al costruttore del sacco di Palermo”

Commenti

    Tutto ok e grazie ai magistrati.
    Ma tutte queste proprietà sequestrate vanno a qualcuno che li utilizzi legalmente o sono solo utili per le spese degli amministratori giudiziari?
    I giudici sequestrano tante cose ma chi li segue? che fine fanno?

    Ho sempre considerato quello del costruttore edile come uno fra i lavori più gratificanti che ci possano essere. Solo il vedere realizzare un edificio partendo dallo scavo delle fondamenta fino al suo completamento dà indubbiamente grandi soddisfazioni, che lo diventano ancora di più se anzicchè cercare finanziamenti rivolgendosi alle banche uno che vorrebbe intraprendere questa attività si ritrova invece con capitali di origine mafiosa che ti cascano dal cielo e ti permettono di affrontare con grande serenità le fasi costruttive ed anche eventuali perdite che, normalmente, manderebbero a gambe per aria l’attività per un comune mortale. Operando invece con le suddette “garanzie” che sono capitate a tanti noti costruttori edili palermitani tra gli anni settanta ed ottanta diventa tutto facilissimo anzi un gioco da ragazzi, rimane solo da intascare i soli utili derivanti da questa, lo ripeto, bella ed interessante attività imprenditoriale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Forze dell'ordine e magistratura lavorano benissimo, ma se la politica non ne trae le conseguenze, è tempo perso. Infatti è importantissimo che i corrotti vengano presi e condannati, ma il fatto che siano stati proprio scelti col lanternino e contro ogni ragionevolezza, può essere il sintomo dell'esistenza di una criticità gestionale e politica, molto ma molto più grave e pericolosa.

Ma allora? Secondo quanto viene ricostruito in questa intervista da Margherita La Rocca Ruvolo, il caso scandaloso di Trapani che ha indignato tutta l'Italia non era una responsabilità di Croce che, invece, avrebbe avvisato per tempo il Dipartimento di Iacolino. Solo che l'ex D.G. dell'Asp di Trapani è stato massacrato sia mediaticamente che politicamente sino alle dimissioni. Questo giovane manager, se le cose stanno così, andrebbe riabilitato.

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI