PALERMO – Ferragosto in Calabria. Il mare cristallino nulla c’entra. La trasferta da Palermo nel 2020 fu organizzata per gli affari della droga. Sotto intercettazione finirono Salvatore Orlando e la compagna Veronica Cusimano, due insospettabili arrestati con l’accusa di avere gestito i contatti con i grossisti calabresi per conto dei fratelli Fascella del rione Guadagna di Palermo.
Il virus spia
La ricostruzione è stata fatta ex post dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria grazie al virus trojan iniettato nel suo cellulare. Nel successivo mese di marzio 2021, infatti, la donna chiese a Orlando di girarle le fotografie scattate fra il 14 e il 18 agosto precedenti.
“Qua siamo in Calabria…”, diceva la donna alla madre mostrandole gli scatti. Non ricordava i nomi dei Comuni dove avevano soggiornato: “a Bovalino… no… a Bianco…”. “Basta, non li nominare questi paesi però… sennò ci arrestano”, diceva l’uomo, un ex bancario in pensione. Che però era il primo ad aggiungere dettagli: “Il padrone dell’albergo… disse ‘state tranquilli, mio suocero non ha visto nessuno… non siete qua non siete voi’”.
Il “boss” della droga
Insomma, nella trasferta avevano potuto contare sulla riservatezza dell’albergatore che neppure aveva registrato il loro passaggio. Non erano partiti da soli, ma con Giuseppe Fascella, che assieme al gemello Salvatore guiderebbe l’organizzazione, e la moglie. Questi ultimi si erano allarmati quando incontrarono un uomo in spiaggia. Avevano temuto che fosse un agente sotto copertura: “… perché Giuseppe una parola… neppure l’apriva… non l’ha spiccicata… fino a quando questo non risolveva il discorso di come questo ci venne a dire siete di Palermo… Daniela in faccia non si poteva guardare… un cadavere”.
L’albergatore chiuse un occhio
Per evitare guai Orlando aveva preso un’ulteriore precauzione con l’albergatore: “… gli ho detto “ascolta… siccome lui sapeva che noi altri eravamo forestieri… casini la… non dobbiamo comparire… infatti neppure il documento gli ho dato…”. “Non ti creare nessun problema, voi siete fantasmi…”, rispose l’albergatore.
Il riscontro i finanzieri lo hanno trovato analizzando le celle agganciate dai telefonini degli indagati: Villa San Giovanni, Bianco, Ardore, Africo, Bovalino. Grazie al sistema “Traffic scanner” piazzato agli imbarcaderi di Villa San Giovanni è stato riscontrato e fotografato il passaggio della loro macchina, un’Audi Q3.
I “nostri soci”
Confermato, dunque, il racconto di Orlando: “Partimmo per fare solo il Ferragosto… e invece tutta la settimana… ”. Chi li attendeva in Calabria? Cusimano ha risposto all’interrogativo: “Mi, perché poi venne quello, no, avete accettato dai nostri soci, stasera dovete stare con noi, stasera dovete stare con me a cena fuori, poi veniva l’altro, ieri avete accettato a quello, stasera la mangiata con tutti noi, ma devi vedere, i posti dove andavamo… l’ultima mangiata fu quella con l’autista..”.
Altro non sarebbe che il corriere, individuato in Rocco Pizzinga, fra i 21 indagati raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Lirio Conti su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo.
