Onorevole Tamajo, il vicepresidente della Camera dei deputati, Giorgio Mule, invia rilievi e ‘frecciatine’ al presidente della Regione, Renato Schifani. Che, dal canto suo, dice di non volere rispondere alle polemiche . Qual è la situazione in Forza Italia?
“La situazione di Forza Italia è quella di un partito vivace in crescita e che a oggi si sta evolvendo e trasformando”.
Parla Edy Tamajo, macchina del consenso, forzista, assessore regionale alle Attività produttive. Ha visto anche lui, ovviamente, la dinamica problematica, per usare un eufemismo, degli azzurri (no Gattuso, non c’entra) alle prese con divisioni e polemiche. Da ex calciatore (e lo ricorda), con compiti prettamente difensivi, la prudenza è d’obbligo, ma la chiarezza non manca. La novità politica più fresca è la nomina dell’onorevole Nino Minardo commissario di Forza Italia in Sicilia.
Lei ha sempre confermato di sostenere il bis del presidente Schifani.
“Continuo a sostenerlo. Nutro forte stima di Schifani al quale sono molto riconoscente. Lavorare al suo fianco è soddisfacente. Basta guardare le analisi emanate da enti accreditati come la Bnl. La Sicilia cresce più del Mezzogiorno e dell’intero Paese nel confronto con il periodo pre-pandemia. Ma la sfida oggi non è soltanto registrare questi risultati: è trasformare la crescita in sviluppo duraturo, capace di attrarre investimenti, generare innovazione, valorizzare il capitale umano e rafforzare la presenza sui mercati internazionali”.
Sarebbe pronto a prendere in considerazione eventuali alternative? Se sì quali?
“Non ho alternative da indicare. Soprattutto non credo che le proposte, quali esse siano, vadano avanzate da singoli soggetti politici. Come lei ben sa sono un ex giocatore di calcio. Adoro il gioco di squadra”.
Quale è il suo impegno in questo momento nel partito. Sta lavorando per mediare?
“Sono un uomo di pace e credo che la mediazione sia il vero antidoto della politica. Continuo a lavorare per la Sicilia con lo stesso impegno del primo giorno, da quando sono entrato a far parte di questo grande partito. Porto avanti il rafforzamento della mia squadra politica, ma soprattutto mi dedico con determinazione all’assessorato che ho l’onore di guidare. Proprio in questi giorni abbiamo presentato quattro bandi per un valore complessivo di 120 milioni di euro”.
Arriva il commissario forzista in Sicilia, è l’onorevole Nino Minardo. Il suo giudizio qual è? Ma se avessero designato lei…
“Sarei rimasto e rimango, come sempre, a totale disposizione del partito, con lealtà e senso delle istituzioni. I nomi emersi dal confronto ai tavoli romani sono tutti di grande autorevolezza, figure di alto profilo accomunate da un sincero impegno e da una profonda attenzione verso la nostra Isola. Al di là di tutto, faccio i miei migliori auguri di buon lavoro a Nino Minardo, politico capace e persona di grande cultura, perspicacia e intelletto”.
Come si affronta la questione morale nel centrodestra?
“La questione morale si affronta con serietà, equilibrio e rispetto delle regole, senza cedere a scorciatoie giustizialiste che rischiano di compromettere principi fondamentali dello Stato di diritto. Nel centrodestra, come in ogni area politica, il punto di partenza deve essere il garantismo: il rispetto della presunzione di innocenza e la distinzione netta tra responsabilità giudiziaria e responsabilità politica”.
Cosa pensa del ‘caso Iacolino’ e delle intercettazioni in cui viene fatto anche il suo nome?
“Sul caso Iacolino, nutro il massimo rispetto per la magistratura: saranno gli inquirenti a fare piena chiarezza. Per quanto mi riguarda, non ho nulla da nascondere e respingo qualsiasi lettura forzata che provi a coinvolgermi. Rivendico la correttezza del mio operato, sempre improntato alla trasparenza e al rispetto delle regole. Detto questo, a questo punto, ironicamente, quasi verrebbe voglia di conoscere anche a me il protagonista citato: rimango sinceramente esterrefatto, anche perché non ho mai sentito né visto tale ‘Vetro’ a cui si fa riferimento nell’inchiesta”.
Quali sono le sue prospettive future? Se non ci fosse uno Schifani bis lei potrebbe correre?
“Io corro ogni giorno, questo sì: circa dieci chilometri. Ma, al di là della battuta, non è uno scenario che rientra nei miei progetti politici. Sono profondamente concentrato sul presente, sul lavoro che stiamo portando avanti e sugli impegni presi con i cittadini. Come si dice spesso, ‘il qui e ora’ è l’unico tempo che abbiamo davvero’: è lì che si misura la serietà della politica. Il resto sono valutazioni che non mi appartengono in questo momento”.
Le polemiche e i dissidi nel centrodestra possono favorire il centrosinistra alle prossime regionali?
“Le polemiche non aiutano mai, ma non credo che possano determinare da sole l’esito delle elezioni. I cittadini giudicano sui fatti, sui risultati e sulla capacità di dare risposte concrete. Il centrodestra ha la responsabilità di mantenere la coesione e continuare a lavorare con serietà per la Sicilia. Se restiamo concentrati sugli obiettivi e sui risultati, più che sulle dinamiche interne, non saranno certo le polemiche a favorire altri”.
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