Lacrime e applausi per Elena: "Basta con queste violenze"

Lacrime e applausi per Elena: “Basta con queste violenze”

L'abbraccio della gente e le parole di Monsignor Renna. In un pomeriggio difficile da dimenticare.
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CATANIA. L’arrivo della minuta bara bianca e l’applauso della tanta gente, assiepata dentro e fuori la basilica. Le lacrime. Il bacio al feretro da parte dell’arcivescovo Luigi Renna. E, ancora, applausi. L’ultimo saluto alla piccola Elena Del Pozzo ha vissuto di momenti sinceri e increduli. Scanditi dal battere delle mani di chi così ha voluto porgere omaggio alla vittima di un carnefice che più innaturale non si può. La propria madre.

Salvo Pogliese, sindaco di Catania, è tra i banchi della chiesa, come qualsiasi altro cittadino, visibilmente commosso. I primi cittadini dell’hinterland etneo sono invece sul transetto, non lontani dalla bara, mentre Vincenzo Magra, primo cittadino di Mascalucia, è in prima fila quasi a voler rendere conforto ad un’intera comunità ancora scossa. Troppo scossa dall’accaduto.

E, poi, le parole di Monsignor Renna, quasi a voler rinfrancare un dolore che ha accomunato tutti. I passaggi essenziali della sua omelia sono elementi che inquadrano una vicenda vista ben oltre la cronaca ed il racconto. “Io prego che questa piccola martire innocente di nome Elena da oggi consoli i suoi cari e tutti quei bambini che sono feriti più di ogni altro dai sentimenti che inquinano l’umanità”, ha detto.

“Noi adulti, quando non mettiamo al centro i bambini, perdiamo il metro per giudicare ciò che è davvero importante, come i cristiani e come esseri umani: ed ecco bambini contesi, barattati nella loro dignità e nei loro diritti, resi ostaggio dalla nostra incapacità di amare. Basta con queste violenze! Elena è morta, ma tanti bambini sono feriti nella loro voglia di vivere, segnati nell’anima da chi dimentica che i figli sono “pezzi di cuore”, come si dice popolarmente”, ha detto ancora l’arcivescovo di Catania.

Renna ha voluto rivolgere un messaggio destinato al mondo dei grandi. Lo ha posto come se fosse proprio Elena a dettarlo, una bambina divenuta suo malgrado maestra per un’intera comunità. “Cari adulti, tenete fuori i bambini dai vostri conflitti. Ci sono altre strade da percorrere, molto più sicure per la gioia di tutti, per vedere ritornare il sorriso sul volto dei piccoli: il dialogo, il perdono, l’umiltà di chi vuol riparare, saper uscire in punta di piedi dalla vita dell’altro, con rispetto e con la mitezza che è una beatitudine, proclamata tale da Gesù”.

L’applauso finale, dentro e all’uscita dalla Cattedrale, nel ricordo di Elena che non c’è più. Per una ferita impossibile da rimarginare.


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