Lolli e Guadagna stazioni fantasma | Il "miraggio" del biglietto unico - Live Sicilia

Lolli e Guadagna stazioni fantasma | Il “miraggio” del biglietto unico

La stazione della Guadagna di Palermo

Niente accordo Fsi-Comune sul ticket. Si allungano i tempi dei lavori nelle fermate per l'aeroporto

Palermo - il reportage
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PALERMO – Sono state inaugurate in pompa magna dall’Amministrazione Orlando lo scorso febbraio e, per l’occasione, era arrivato direttamente da Roma anche il ministro per le Infrastrutture e i trasporti Graziano Delrio. La sensazione era quella di una rivoluzione imminente per la mobilità cittadina, le periferie direttamente connesse con il centro di Palermo. Ma, a guardarle oggi, le stazioni del passante ferroviario di piazza Lolli e della Guadagna sembrano stazioni fantasma. Si sta sulle banchine come in un film di Dario Argento.

Sono le 11 del mattino di un giorno feriale. L’estate è ormai alle spalle e la città si ripopola velocemente, sono quasi tutti rientrati dalle ferie. Il traffico per le strade del centro è impazzito, bloccato da cantieri secolari o che spuntano come funghi in autunno. Ma alla stazione ferroviaria di piazza Lolli non c’è anima viva. 

Seduta in attesa, sulle panchine di metallo della piattaforma, c’è solo una ragazza, circa vent’anni, che studia su un libro fotocopiato e che deve raggiungere viale delle Scienze per un appuntamento con un professore. Il treno arriva alle undici e tredici in punto, come da tabellone, e in soli dieci minuti raggiunge la fermata Palazzo Reale-Orleans. “D’inverno c’è più gente, ma mai troppa. Il servizio è efficiente e puntuale e i mezzi sono sempre pulitissimi e con l’aria condizionata o il riscaldamento”, racconta.

A bordo del treno, invece, i passeggeri sono tanti. Arrivano soprattutto da Notarbartolo, stazione che hanno raggiunto in tram, dalle periferie a Nord della città, o con qualche autobus. Sono soprattutto studenti e signore anziane. I primi, zaini in spalla, scendono alla fermata dell’università, le seconde a Vespri. Hanno dei fiori tra le braccia e dei secchi nei sacchetti di plastica, stanno andando al cimitero di Sant’Orsola a trovare qualche parente scomparso. Altri viaggiatori si dirigono all’ospedale Civico o al Policlinico per l’orario di visita dell’ora di pranzo.

Gli ultimi passeggeri rimasti sui vagoni del Minuetto scendono alla stazione centrale. Ma alla fermata Guadagna, la penultima, non è sceso nessuno. L’atmosfera nella stazione della periferia Est di Palermo è la stessa di Lolli. Pure qui c’è solo una ragazza sulla banchina, vent’anni circa anche lei, che aspetta il prossimo treno in direzione Giachery. Scenderà a Notarbartolo, ha appuntamento con un’amica per andare a fare shopping in via Sciuti. Il biglietto lo ha comprato prima di arrivare in stazione perché la macchinetta automatica non c’è. Un problema non indifferente negli orari in cui la tabaccheria che li vende è chiusa, perché il controllore sul treno è sempre presente e controlla i biglietti di tutti i passeggeri che salgono alle diverse fermate. 

IL BIGLIETTO UNICO – Il passante ferroviario di Palermo è il classico esempio di infrastruttura moderna ma con troppe potenzialità inespresse. Comodo e, potenzialmente, ramificato in tutta l’area metropolitana di Palermo, da Brancaccio a Punta Raisi (aeroporto), ai palermitani piace, tanto che, stando ai dati di Ferrovie dello Stato, sarebbero più di 50 mila i passeggeri che lo usano ogni anno (dalla stazione centrale alla stazione Notarbartolo). Potrebbe essere una proposta allettante per tutti quelli che sono disposti a lasciare l’auto a casa ma, nonostante l’inaugurazione pomposa di qualche mese fa delle ultime due stazioni, Guadagna e Lolli appunto, sono ancora troppe le questioni irrisolte che non permettono al servizio di decollare.

Prima su tutte, la necessità di un biglietto, e quindi di un abbonamento, unico e integrato con le linee Amat di bus e tram. Ma Ferrovie dello Stato e Comune di Palermo non riescono a trovare un accordo e non sembra nemmeno più all’ordine del giorno. Inoltre, considerando l’indisponibilità di una biglietteria automatica in alcune stazioni, sarebbe più utile che il biglietto non fosse utilizzabile solo ed esclusivamente nel giorno indicato al momento dell’acquisto, ma, al pari di quello dell’Amat, che possa essere comprato e conservato. Attualmente invece non è così, come specifica un annuncio acustico a bordo del treno: dal 1 agosto, al momento dell’acquisto, l’utente deve indicare la data in cui si utilizzerà il biglietto e ha la possibilità di cambiarla solo fino alle 23.59 del giorno precedente alla data indicata.

Il biglietto, poi, è valido 90 minuti dal momento della convalida, ma sempre nella stessa direzione. Cioè, nei 90 minuti dalla convalida puoi fare due volte il tragitto Lolli-Guadagna, se vuoi, ma non il ritorno Guadagna-Lolli: per quello serve un nuovo ticket, nella direzione opposta. Il costo è di 1,5 euro a tratta. Anche in questo caso, almeno per quanto riguarda i tratti urbani, lo schema da seguire dovrebbe essere quello del biglietto dell’autobus, cioè un biglietto valido per tutti i mezzi e in tutte le direzioni nel periodo di validità.

Insomma, tra passante ferroviario, anello ferroviario, metropolitana leggera, tram, autobus, il sistema della mobilità senza auto a Palermo sta tentando da tempo di trovare la quadra. In questo caos, basterebbe che Amministrazione comunale e Ferrovie dello Stato ragionassero insieme intanto sulla questione biglietto e i vantaggi per i cittadini sarebbero immediati. Poi, è ovvio, la città aspetta da tempo che le stazioni da Notarbartolo all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Punta Raisi riaprano. Sono chiuse ormai da mesi e il solo modo per raggiungere l’aerostazione è un servizio privato di pullman. O un mezzo privato. I tempi, però, rischiano di allungarsi. “Avrebbero dovuto essere consegnate entro la fine di quest’anno – fanno sapere da Ferrovie dello Stato – ma ancora non possiamo esserne certi”.


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Commenti

    Come diceva Bartali: “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”.

    Comunque per andare all’aeroporto non è vero che l’alternativa è esclusivamente fra pullman e mezzo privato. Io, che quella tratta la faccio spesso, utilizzo sovente il taxi sharing, un servizio utilissimo ed economico. Magari lo avessero anche nella città in cui mi reco (a Roma 45 euro per arrivare in taxi in centro).

    E però c’è ancora qualcuno convinto che il sindaco di Palermo sappia svolgere bene il suo mandato…..

    Un treno ogni mezzora… 10 anni fa, prima di aver speso 800 milioni di euro, prima che si bloccassero i lavori sotto via imera, prima delle lesioni a 60 edifici, vi era un treno ogni venti minuti…. qualcosa non torna… a parte i SAL….e ora stanno appena iniziando in via crispi via amari via lazio per i prossimi venti anni…

    Fallimento totale

    Cambia musica, sembri un disco rotto.

    Vabbè ma scusi, ancora devono finire i lavori. Ne parliamo fra due anni.

    Va detto che l’assenza del biglietto unico rende tutto il servizio zoppo in partenza. Il biglietto unico è l’ABC del trasporto pubblico in qualsiasi moderna città.

    Caro “Pico da Ridere” i commenti devono essere sì di denuncia ma costruttivi e propositivi, non solo distruttivi come usi fare o per avere sentito raccontare leggende metropolitane da qualcuno magari al bar. Ricordati che queste opere vengono costruite da umili operai, magari tuoi concittadini, che faticano e pure tanto per portare a casa uno stipendio. Ma probabilmente non conosci la parola lavoro…

    Quali fumetti leggi? faccelo sapere così certe sciocchezze le leggiamo pure noi.

    SONO UN AMMASSO DI INCOMPETENTI!!!

    non mi pare che sulla parte ferroviaria abbia responsabilità

    Non mi pronuncio sulle altre affermazioni perché non né sono informato,ma una cosa verissima l’ha detta:questi treni passano uno ogni mezz’ora (per non parlare di quando senza mai saperne le ragioni,vengono soppressi all’ultimo momento) e non è certo un intervallo di tempo accettabile per un sistema di trasporto moderno. Penso che fino a quando non ci sarà il doppio binario ed i lavori saranno completati,i tempi rimarranno questi. Un piccolo appunto per chi ha scritto l’articolo:è vero che le stazioni saranno vuote, ma prendere come orario di osservazione le 11 del mattino,non è certo l’approccio più corretto perché a quell’ora, gli studenti e gli impiegati che sarebbero i principali fruitori di questo servizio,si trovano già in sede da almeno un paio d’ore. Inoltre meglio non fare troppa pubblicità in negativo ad un servizio che, tutto sommato,anche se finora solo a pochi utenti,risulta utile perché a Trenitalia,sarebbero capacissimi di eliminare alcune delle fermate dei treni in quelle stazioni portandone magari la frequenza ad uno ogni ora. Ad esempio,a Guadagna,non tutti i treni fermano sempre… Il risultato inevitabile sarebbe che noi che,anche se in pochi fruiamo di quel servizio,ci troveremmo costretti a riprendere l’auto a discapito del mezzo pubblico ed i tanto sbandierati discorsi sull’opportunità di rinunciare al mezzo privato,andrebbero a farsi benedire….

    Le metropolitane, gli anelli ferroviari, i tram, gli autobus, le limitazioni al traffico, i varchi nei porti, ecc. ci sono in tutto il mondo (perfino in paesi come la Corea del Nord o il Burkina Faso in Africa, con tutto il rispetto per loro). Ma perchè le notizie più assurde, strane ed inverosimili inerenti la mobilità uno le deve leggere solo e sempre nelle cronache di Palermo? Cosa abbiamo fatto di male per nascere e vivere proprio in questa città? Me lo chiedo ogni giorno.

    Sul biglietto unico però sì……

    Via questo Sindaco e Assessori dal Comuen di Palermo

    Ma che c’entra?!

    Non leggo alcuna proposta per risolvere il problema.
    Puo illuminare anche noi o è chiedere troppo?

    Il problema è Trenitalia. Una società ormai privata da decenni che segue, comprensibilmente logiche di profitto, ma, ingiustificatamente, in posizione di monopolio di fatto. Questa del biglietto valido il solo giorno del rilascio è un’assurdità cosmica che può tradursi nello slogan ‘non vi vogliamo più a bordo dei nostri treni’. Avrebbe ancora un senso se si potesse fare il biglietto a bordo senza sovraprezzo, come in tutti i paesi civili. O se funzionassero le biglietterie con il cristiano. Inoltre, c’è poco da fare. La metropolitane è una cosa, il metro-treno tutt’altra cosa. La metro non ha orari, ha frequenze di convogli: ogni minuto, 3 o 5 a seconda delle fasce orarie. Il treno ha gli orari. Poco compatibili con le esigenze di mobilità di una popolazione urbana. A Londra e Budapest lo capirono già sul finire del XIX secolo…

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