Manager della sanità, l'assessore Volo: "Prima delle Europee"

Manager della sanità, l’assessore Volo: “Prima delle Europee”

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    Le nomine dei Manager della sanità Siciliana meritano un libro intero dedicato alle loro incongruenze più eclatanti! Come quella riguardante il Dr. Walter Messina, un dirigente che può vantare il discutibile onore di essere stato COMMISSARIATO non una, ma ben due volte, prima dal Presidente Musumeci e poi dal Presidente Schifani. E cosa ancora più incredibile, dopo aver dimostrato una gestione così discutibile, viene promosso dal Presidente Schifani a ricoprire l’incarico di Direttore Generale dell’ARNAS Civico-Benfratelli-Di Cristina di Palermo. Questa è una decisione inaccettabile che mette in luce quanto sia prioritario l’apparentamento politico rispetto alle reali capacità professionali. È semplicemente vergognoso che i “Commissari” possano diventare “Direttori Generali” senza un minimo di senso critico e responsabilità da parte delle autorità competenti. Bisogna fare in fretta a porre fine a questa assurdità prima che la sanità siciliana venga completamente compromessa!

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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