'Nello, basta viaggi a Roma: e Gaetano sarebbe come Draghi' -

‘Nello, basta viaggi a Roma: e Gaetano sarebbe come Draghi’

L'INTERVISTA

Commenti

    sicuramente il dott. GAETANO MICCICHE’ non somiglia in nessuna essenza al fratello GIANFRANCO ( DISTANTE ANNI LUCE) INTELLIGENZA, CAPACITA’ DIRETTIVE,OTTIMO DIRIGENTE BANCARIO……………QUASI VICINO ALLE CAPACITA’ DI DRAGHI. CHISSA’ ……………………!

    Quali sarebbero le capacità di Draghi da premier?

    non ci basta un fratello, ora pure l’altro a presidente della regione, e poi altri parenti non ne hai da mettere e poi paragonarlo a Draghi, ma ti sei fumato

    Personaggi ridicoli in un quadro inquietante

    Quest’altro non ha capito che nullo fa bau bau solo per trattare un posto in un collegio sicuro al senato. Ottenuto quello si ritirerà scodinzolando nella sua cuccia. Il grattapancia seriale così colpirà ancora, naturalmente a nostre spese.

    A destra o hai un fratello, in famiglia o a Roma non importa, o niente futuro politico.
    E a sinistra? Un fratello è per la vita se il compagno è ormai demodé.

    L’esperto di suicidi politici è lui, dimenticato la sua candidatura a presidente con grande sud? Ci ha portato in regalo Crocetta lo stratega Miccichè

    Da degno esponente di Forza Italia (dove, come si sa , sono amanti del nepotismo), Micciche’ vorrebbe il fratello Presidente della Regione, così magari gli farebbe subito ripristinare i tanto amati vitalizi

    Dovesse nascere un’alleanza PD / M5S, il centrodestra in Sicilia non avrebbe più possibilità di vittoria. Nello o non Nello, Miccichè o non Miccichè.

    Questa si che è arroganza proporre il fratello. Questa volta il centrodestra si spacca . Fava sarà eletto Presidente o forse De Luca.

    Dopo averlo visto all’opera durante il Lockdown 2020, non voterei mai De Luca.

    Un Miccichè basta e avanza

    Musumeci si ricandida e vuole fare il Tonfo, se si candita lei sig. Miccichè a fare il governatore il rumore del tonfo lo sentiranno in tutti e 3 gli spigoli della triscele, mi chiedo, ma perchè li votate a questi individui DX SX Centro etc etc, M5S poi il peggio del peggio, sono sempre gli stessi, sempre le solite promesse mai mantenute, sempre in difficoltà sempre senza soldi (per noi) ma loro stanno bene! è perchè noi glielo permettiamo.

    Micciche’ vuole diventare il re della sicilia ?. Lasci in pace i familiari pur se altolocati e lui scenda dal carrozzone . Il ª zero e solo un ricordo

    Non c’è alcun DUBBIO CHE L’ESISTENZA DI DRAGHI è esclusivamente da imputare al NULLA POLITICHESE che ci affligge da decenni. Adesso abbiamo ESCLUSIVAMENTE SOTTO PRODOTTI a caccia della PAGNOTTA… Certamente in questo ambito INCOLTO – nominare Draghi fa tendenza, ma caro Miccichè non è semplice pensare ad una duplicazione di un Draghi… peraltro uomo del capitalismo e della finanza più dura … che in questo menzionato sfacelo ci sta comunque facendo navigare in un contesto a lui simile quello dei LUPI….. altro che sociale…

    Questa non è altro che l’incauto riconoscimento che siamo governati da ciabatte da sempre , ma lui non si è reso conto del senso della sua dichiarazione.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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