Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Non bastassero i nostri importiamo mafiosi perfino dalla lontana Nigeria……
La gente si aspetta da magistratura e forze dell’ordine che catturino Messina Denaro, che svelino la rete di complicità che l’ha protetto per 30 anni, che indaghino sui collusi, sui corrotti, sui rapporti tra mafia e politica, sui depistaggi (da alcamo marina a via d’amelio), sui delitti eccellenti, sui misteri di palermo, sulla trattativa stato-mafia…
di certo come tutti sanno il problema di Palermo non sono i nigeriani o gli immigrati, ma gli italiani!
temi come nigeriani, immigrazione, sicurezza non interessano la gente, non spostano voti, non orientano consensi e scatenano solo complottismo senza fine!
Il complottismo è automatico al minimo accenno a nigeriani, africani, islamici, immigrati…
Appena è coinvolto anche indirettamente un immigrato, la gente subito ha cattivi pensieri ed è complottista.
i nigeriani lo sanno tutti che spacciano al 41 bis