Omicidio Naro, il caso non è chiuso| "E' una nostra vittoria per Aldo" - Live Sicilia

Omicidio Naro, il caso non è chiuso| “E’ una nostra vittoria per Aldo”

Aldo Naro, il giovane medico di San cataldo ucciso nel 2015

Nuove indagini sulla morte del giovane medico. Il papà: "Chi l'ha ucciso non può farla franca"

Palermo
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PALERMO – “Finalmente si rinnova la nostra fiducia, Aldo potrà avere giustizia”. Sono le parole di Rosario Naro, il padre di Aldo, dopo la riapertura delle indagini sull’omicidio avvenuto all’interno della discoteca Goa nel febbraio del 2015.

Il Gip di Palermo Filippo Serio ha respinto la richiesta di archiviazione da parte della Procura e ha chiesto che si indaghi ancora, perché il minorenne già condannato non sarebbe l’unico responsabile del pestaggio che non lasciò scampo al giovane medico di San Cataldo. Sarebbero coinvolti altri tre suoi colleghi, accusati di omicidio volontario in concorso e ora indagati: Pietro Covello, Gabriele Citarella e Francesco Troia.

“Questa è una nostra vittoria per Aldo – prosegue il papà del ragazzo che quella sera si trovava in discoteca con la fidanzata e gli amici per il party di carnevale – e finalmente ciò dimostra che avevamo ragione. Lottiamo ormai da cinque anni per quella che era stata fino ad adesso una insoddisfacente evoluzione dei processi, ma ora siamo più fiduciosi e la verità potrebbe venire a galla presto. Noi sosteniamo da sempre, anche in base ai video e a quanto rilevato dall’autopsia, che Aldo è stato colpito da più persone e finalmente è stato ritenuto necessario proseguire con le indagini. Non possiamo che accogliere questa notizia con grande soddisfazione e speranza, la stessa che ci accompagna ormai da tempo”, sottolinea rosario Naro.  

Lo scorso febbraio, al momento della trasmissione degli atti alla Procura da parte del giudice per le indagini preliminari per valutare la posizione di Covello, Citarella e Troia, i genitori di Aldo avevano accolto la decisione in lacrime. E risale soltanto ai primi di settembre una struggente lettera che la mamma del giovane ha scritto in occasione del quinto compleanno senza il figlio: “Chissà cosa hai provato, amore mio”. La famiglia nei mesi scorsi ha anche reso pubbliche le foto del corpo del ragazzo dopo l’autopsia. Immagini choc che Rosario Naro e Anna Maria Ferraro, dopo lunghe riflessioni, hanno deciso di diffondere per dare una spinta alle indagini. “Chi ha tolto la vita a nostro figlio non deve farla franca – conclude Rosario Naro – e noi non ci fermeremo fino a quando Aldo non avrà giustizia”.


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Commenti

    Che si faccia piena luce e chiarezza su questa triste storia..!! abche se in Italia le pene sono spesso irrisorie in confronto al danno subito..!! Il ragazzo non torna piu’ i suoi aguzzini fra sconti di pene e permessi vari torneranno in liberta’ in tempi brevi

    E’ una vergogna che dopo tanti anni gli assassini del povero Aldo siano in circolazione.

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