Palermo 2022, Trizzino: "Alleati con il Pd se c'è discontinuità"

Palermo 2022, Trizzino: “Alleati con il Pd se c’è discontinuità”

Commenti

    voi falliti dei cinque stalle vi alleereste anche con topo gigio per non perdere il posto,ma vi consiglio di fare domanda per il reddito di cittadinanza

    vergogna,avete tradito l’elettorato

    Siete senza dignità’ politica Trizzino voi m 5 stelle, genuflessi al PD ed Orlando che nausea …vedervi con i vari Milena Gentile Di Pisa Mice Arcoleo oltre che la sinistra comune di Giusto Catania Barbara Evola Fausto Melluso Marcello Susinno….i distruttori di Palermo

    Orlando è tesserato Pd, fate l’accordo col Pd a palermo chiedendo discontinuità col loro sindaco? Dove vive?

    Se chiedete al P.D. discontinuità dalla giunta Orlando , avete già chiuso .
    Avete fatto opposizione alla precedente giunta , pochi se ne sono accorti .
    Attenti a non farvi fagocitare , da chi ad oggi ha inteso la politica non al
    servizio della città , ma per i propri affari , che non hanno intercettato i
    bisogni della città . Non fatevi trascinare , da chi attraverso voi , volti
    nuovi e puliti , ha già in mente progetti che mal si coniugano con
    la trasformazione di Palermo , proiettandola verso l’Europa . D’altronde
    l’esperienza degli ultimi 30 anni insegnano moltissimo . Ricordandovi
    il detto , il lupo perde il pelo , ma non il vizio

    Imbroglioni di popolo. VERGOGNATEVI

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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