Palermo, il virus e la Santuzza | Ma solo noi riusciremo a salvarci

Palermo, il virus e la Santuzza | Ma solo noi riusciremo a salvarci

Commenti

    …….”Le risposte alla pandemia devono essere cinesi,”………………..!ESATTO!

    Città tra le ultime d’Italia.

    Visto che si parla della Santuzza e la si vuole invocare davvero, bisogna portare le sfoglie in processione come vero atto di fede… propongo al signor Cardinale Lorefice un atto di fede straordinario, se davvero vogliamo questo allora chiediamoglielo con fede… altrimenti non ha lo stesso effetto…

    da millenni la Terra ha sviluppato milioni di virus, lebbra, malaria, spagnola e altre. Tutte sconfitte. Ma il virus dell’ignoranza conclamata ancora persiste!!! ancora con questi santi, processioni, dio e madonne che piangono. Ma quando studierete seriamente per porre fine a queste storielle religio-fantasiose? questa rimane ancora una seria pandemia!!!

    Saggia la frase di Roberto Puglisi: “Invochiamo pure la Santuzza, se vogliamo, se la preghiera ci rincuora.”. Ma vi sono a Palermo due persone che avrebbero l’obbligo di invocarla pubblicamente, ripetutamene, senza mettere in dubbio nulla: il sindaco e l’arcivescovo. Cioè coloro che, ogni anno, vivono il Festino di Santa Rosalia con l’asserita certezza che si tratti di una Santa che merita riconoscenza. Se così non è, se il Festino è soltanto folclore, allora smettano, soprattutto l’arcivescovo, di parteciparvi. Tutto ciò si potrà dire su Live Sicilia? Spero di sì.

    Magari potremmo pregare santa Cristina ex protettrice di Palermo, umiliata e abbandonata dai palermitani in favore di santa Rosalia. Chissà magari ci perdona e intercede verso dio che permette anche questa nefandezza (o è stato Satana?), oppure potremmo rivolgerci al mago Atanus, o a che ci siamo a qualche sciamano, sono certo che in quest’ultimo caso avremmo più fortuna. No, ho capito, bruciamo tutte le donne, sono streghe, prima ci hanno provato con la peste e adesso ci stanno provando con il covid 19. Oppure potremmo fare un salto culturale e affidarci alla scienza e alle sue regole invece di riunirci in processione e contagiarci a vicenda.

    OCCASIONE UNICA!
    Facciamo un esperimento (niente di crudele).

    Vediamo se chi oggi fuma le sigarette attraverso le mascherine domani (dopo essere stato salvato dalla Santuzza) getterà ancora cicche (e mascherine) dal finestrino dell’auto (pur essendo dotata l’auto di un cosiddetto posacenere….ah già la cicca non è cenere…).
    Vediamo se chi oggi usa i guanti anche per lavarsi le mani domani (dopo essere stato salvato dalla Santuzza) sarà orgoglioso del proprio sgracchio (sputo pieno di muco) fatto volteggiare orgogliosamente per aria contando i giri fatti fino all’atterraggio sul marciapiede.

    Puliamo e sanifichiamo la città per bene. L’amministrazione non può riuscirci meglio che in questo periodo con tutti(quasi) a casa. Alla fine delle restrizioni i Palermitani (tutti e con la P maiuscola) si ritroveranno in quella città pulita ed ordinata che tanti commentatori di questa testata hanno dimostrato di desiderare in maniera molto determinata.
    Poi…vediamo quanto dura.

    Se dura, oltre ad essere fortuna, forse sarà una lezione imparata.

    Se non dura, indipendentemente da chi amministri questa bellissima città, sarà il funerale della “Speranza di riscatto” dei palermitani (stavolta con la p minuscola).

    Viva Santa Rosalia, viva la nostra Santuzza Rusulia, mettici a to manu

    Richiamo l’attenzione del Sindaco a disporre una “vigilanza ossessiva” contro i palermitani ‘sperti’ che, anche in questi giorni di angoscia e infezione collettiva, continuano ad abbandonare rifiuti in via Laurana, marciapiede lato Sud-Est. Vanificando così le operazioni di pulizia e sanificazione della superficie che ultimamente e opportunamente erano state intensificate.

    Credo che il senso di responsabilità che stiamo tenendo sia la migliore risposta a quello che sta succedendo. Ancora una volta la città chiamata a dei sacrifici veri rispetta quanto consigliato. Anche i politici in condizioni di normalità dovrebbero tenere un comportamento serio dinanzi ai compiti che vengono loro affidati.
    Grazie a tutti i medici, veri pilastri in questo momento. Nessuna protesta, solo un alto senso del dovere anche se costretti a lavorare in continua emergenza.

    sergio Spoglie no sfoglie..succede che il dito…

    il popolo deve metterci il coraggio è tanta pazienza…

    si, portiamo in giro le sfoglie della Santuzza….

    Caro Tony, hai pienamente ragione. Il fenomeno da te descritto è, peraltro, tipico soprattutto delle regioni del sud, mentre il nord è molto più secolarizzato (basti leggere i dati relativi ai matrimoni religiosi e a quelli civili).
    D’altra parte al nord non hanno bisogno di affidarsi alle santuzze, perchè gli ospedali funzionano, i trasporti funzionano, le tangenti ci sono ma non impediscono di realizzare le opere pubbliche, mentre da noi i denari pubblici si mangiano senza nulla realizzare.
    Anche quando sarà passata quest’emergenza non ci sarà un politico siciliano che si batterà perchè la nostra sanità raggiunga i livelli di quella del nord o perchè anche da noi arrivi l’alta velocità. I siciliani preferiscono avere 800 euro di mancia in tasca che una sanità funzionante, per il resto vanno bene le processioni con annessi inchini alle case dei mafiosi.

    Sì, così grazie alla processione aiutiamo il contagio a diffondersi.
    Come successe nel 1624, peraltro.

    Con lo zucchero a velo?

    Santa Rosalia per chi come me e’ credente la prega e come, percio’ per i miscredenti andate dove volete. Santuzza salvaci a noli credenti e devoti

    Giusto. Devono essere contagiati solo miscredenti e autori di grammatiche della lingua italiana..

    Incredibile al corso olivuzza ancora si vende il pane all’angolo della via Imera di dubbia provenienza.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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