Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


la VI commissione legislativa nel corso di una puntuale ispezione all’Arnas, ha preso atto che costose macchine, alcune delle quali acquistate con fondi europei,
fossero incomprensibilmente conservate ed inattive nei locali e negli scantinati dell’ospedale, così come più volte denunciato dai sindacati. E mentre il presidente La Rocca Ruvolo annunciava l’invio di un dossier alla Corte dei Conti, il direttore Generale dell’Arnas ed il direttore dell’Ufficio tecnico assicuravano che entro giugno 2019 sarebbero state attivate la Rmn, nonché quella dell’Ospedale dei Bambini, acquistata nel lontano febbraio 2016 e mai entrata in funzione.
Per meno ancora, ai tempi dell’assessore Russo, per una paziente rimasta per 24 ore su una sedia al PS, il direttore Generale di allora si dimise. Ora siamo alle barzellette.