“Ci vediamo al bar”, disse Librizzi a Melia; qui, ci vediamo all'obitorio. Ma c'è sempre qualcuno che umanamente offre un caffè: “illecita prassi”. Se potessero parlare i morti!...

“Ci vediamo al bar”, disse Librizzi a Melia; qui, ci vediamo all'obitorio. Ma c'è sempre qualcuno che umanamente offre un caffè: “illecita prassi”. Se potessero parlare i morti!...
Quando una persona, è un personaggio pubblico con un ruolo in Diocesi, farebbe bene a mantenere il silenzio su questioni opinabili.
Possono essere utilizzati pure per il controllo ed eventuali sanzioni degli equini sgambettanti la mattina presto intorno alle 0600/0630 ogni giorno lungo viale mario rapisardi?
Ma si rendono conto di quanto sia assurdo mantenere ancora l'ortofrutticolo in questa posizione? Se ne accorgono anche i bambini dopo che si spiega loro quanto sia importante l'ordine, la funzionalità, il decoro, l'igiene, la compostezza....... La via Monteplegrino è l'emblema della viabilità da quarto mondo.
Non poteva fare altro che abbozzare, correre allo Zen, dopo aver raccolto un paio di assessori e farsi vedere, ora sappiamo, in modalità eretica accanto a Ferrandelli. Non tema, sindaco, non sarà Ferrandelli il suo successore, ma contribuirà non poco a non farla rieleggere. Il resto lo faranno i topi. Sì, i topi siamo noi, costretti ogni giorno a finire dentro le buche di questa città, vere trappole per topi.
perfetta fotografia della nostra Palermo,sempre un Grande……..
Una città per i turisti non per viverci. I giovani più meritevoli, per studio e impegno scappano., decidono di vivere altrove. I residenti si stressano, si lametano davanti all’abbandono, ai disservizi, se possono si rifuggiono nelle secone case. Non è città per bambini e anziani, produce frenesia, psicopatia, indolenza, e depressione, ci si aiuta mangiando, mangiando, provando a passegiare al foro italico o mondello. Fa rabbia e trsistezza guardare la nuova realtà del Giardino inglese, altrettala il fiore all’ohiello: la RUOTA PANORAMICA al porto.
Parliamo di vicende della storia locale impastate dalla lunga storia regionale: una storia che ha la singolare caratteristica di essere la più progredita cultura universale e allo stesso tempo uno degli ultimi stati europei. Questo contrasto spiega anche la difficoltà di oggi: la fragilità del nostro vivere insieme, le guerre, il peso di secolari tradizioni, le dispute localiste, le fughe, la separazione della cultura dalla politica e della politica dalla cultura. Un sindaco che da Palazzo delle Aquile osserva questo contrasto può restare prigioniero e adattarsi al tran tran quotidiano oppure sceglie la denuncia e la responsabilizzazione ponendo al centro della sua attività la cultura e la programmazione, un ponte fra la città e l’Europa.