Sicilia, c'era una volta il mandante della strage di via D'Amelio

Sicilia, c’era una volta il mandante della strage di via D’Amelio

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    “n verità il mandante ebbe un pugno nello stomaco quando apprese che la Corte d’assise di Caltanissetta, l’unica competente ad esprimersi sulla morte di Paolo Borsellino, affermò che questo eroe (senza scultori né scalpellini) era caduto sul fronte del dossier mafia-appalti, quello che a Palermo sarebbe stato archiviato dopo la strage di via D’Amelio e sui cui Borsellino stava, di propria iniziativa, solitariamente studiando.”
    perchè nessuno ha mai ripreso in mano quel dossier su mafia e appalti su cui stava indagando il Giudice Borsellino e che venne archiviato giorni prima della sua morte, in base a ciò che è dato sapere da inchieste televisive?

    in sintesi il processo sulla trattativa ha sviato l’attenzione dell’opinione pubblica da quel dossier su mafia e appalti su cui il giudice Borsellino stava indagando e che venne archiviato. Ma di che si trattava?

    Una VERGOGNA senza fine. Istituzioni inaffidabili

    Il mio commento precedente è rimasto incompleto, per errore di invio. Stavo dicendo che è un articolo davvero molto coraggioso, bravissimo Aldo Sarullo.

    Vi dovreste vergognare perché il dossier mafia e appalti brillantissima indagine dell’allora capitano Giuseppe De Donno, non è vero che SAREBBE STATO ARCHIVIATO DOPO LA STRAGE DI VIA D’AMELIO, perché la verità è che È STATO ARCHIVIATO DOPO LA STRAGE DI VIA D’AMELIO, ANZI, IMMEDIATAMENTE DOPO LA STRAGE DI VIA D’AMELIO!!!!
    La richiesta di archiviazione porta la firma di due AMICI di Falcone e Borsellino, ossia, il dottor Guido Lo Forte ed il dottor Roberto Scarpinato!!!! La richiesta di archiviazione, malgrado il procuratore Giammanco, la mettina del 19 luglio 1992 telefonò a Birsellino per partevipargli che gli assegnava quel fascicolo d’indagine, fu controfirmata dallo stesso Giammanco, il 22 luglio 1992 ed inviata al GIP di Palermo che archivio’ la vigilia di ferragosto del 1992, cioè in un giorno in cui non poteva che passare in sordina, quasi furtivamente. Quindi, dite le cose come stanno!! Perché Lo Forte e Scarpinato chiesero l’archiviazione? Maaaaaaaaaaaah!! Forse Borsellino non era poi quel brillante magistrato e vedeva come inesistenti!!! Mentre loro, Scarpinato e Lo Forte, erano di gran lunga più competenti di Borsellino¡!!!!!!!!!

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Ma allora? Secondo quanto viene ricostruito in questa intervista da Margherita La Rocca Ruvolo, il caso scandaloso di Trapani che ha indignato tutta l'Italia non era una responsabilità di Croce che, invece, avrebbe avvisato per tempo il Dipartimento di Iacolino. Solo che l'ex D.G. dell'Asp di Trapani è stato massacrato sia mediaticamente che politicamente sino alle dimissioni. Questo giovane manager, se le cose stanno così, andrebbe riabilitato.

non passa un giorno senza che emerga un nuovo episodio di corruzione che investa l'apparato amministrativo della regione. Al "supermanager" delle sanità della provincia di Messina vengono trovati in casa 90.000 euro in contanti ( di cui probabilmente proverà la natura lecita, quantunque sia pure lecito congetturare che non sia cosa normale tenere tanto denaro a casa in contante ) e si apprende pure che, quantunque "super" e nativo di Favara ( comune di 30.000 abitanti in cui si ognuno sa tutto di tutti ), sconoscesse la pericolosità sociale del compaesano Carmelo Vetro, condannato per mafia a pesanti pene detentive già scontate. Ignorava pure della vicenda del padre di Vetro, condannato all'ergastolo sempre per fatti di mafia e morto mentre era in stato di detenzione. Altra storia grottesca quella di un alto dirigente, sotto processo con accuse di corruzione, ma mantenuto in servizio con incarichi tecnici di grande importanza e ampi spazi decisionali, sollecitato poi dai Dirigenti Generali - che è dato presumere siano gli unici a non avere mai avuto notizia dei capi di imputazione che pendevano su questo indispensabile dirigente/tecnico - a restare in servizio per altri 5 anni, oltre il raggiunto limite dell'età pensionabile. Lo spaccato che viene fuori dell'amministrazione regionale è sconcertante. Sembra che il garantismo sia funzionale al malaffare, praticato in forma ipocrita e che investa la responsabilità morale di tutti: Maggioranza, opposizione, giunta di Governo etc. etc. Anche trattando della Commissione Antimafia, stupisce che la vice presidente ( non indagata ma chiamata in causa per la vicenda Iervolino/Vetro ) si tiri fuori indignata, minacciando querelle, asserendo di non conoscere il sig. Carmelo Vetro, cosa di cui nessuno dubita. Si dubita invece sulla opportunità di nominare componenti della Commissione figure politiche che ignorano nomi e famiglie che hanno fatto la storia della mafia in Sicilia e i sigg. Vetro fanno parte di queste. Se si vuole infatti che la Commissione Antimafia costituisca un contrasto concreto a questo irrisolto fenomeno, le nomine non devono essere attribuite a titolo onorifico ai fini di dare maggiore visibilità politica a chi poi, casualmente, finisce con avere rapporti con questi personaggi, sia pure in via indiretta ed in buonafede. In definitiva, da tutto ciò che è emerso negli ultimi mesi, sembra non esserci nessun argine a corruzione, malaffare, dabbenaggine ( nel migliore dei casi ), pelosa compiacenza e assoluta mancanza di senso dell'etica.

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