"Sistema Cuffaro", niente associazione a delinquere:

No all’associazione a delinquere, non passa l’accusa sul “sistema Cuffaro”

Il Riesame ha confermato la decisione del Gip

PALERMO – Non aveva retto alla valutazione del giudice per le indagini preliminari e non ha retto a quella del Tribunale del Riesame. È l’ipotesi che Totò Cuffaro fosse l’uomo forte di un sistema di potere, tradotto – codice penale alla mano – nell’ipotesi di associazione a delinquere.

Nell’inchiesta che vede coinvolto l’ex governatore dopo i primi step hanno superato il primo vaglio dei giudici l’ipotesi della corruzione nel concorso per operatore sociosanitario a Villa Sofia e il traffico di influenze per l’appalto all’Asp di Siracusa.

Non reggono in questa fase la corruzione per lo stesso appalto, quella nell’ambito delle commesse al Consorzio di bonifica delle Sicilia occidentale e, appunto, l’ipotesi dell’associazione a delinquere. Siamo in fase cautelare (quando prima il Gip e poi il Riesame erano chiamati a decidere se Cuffaro e gli altri indagati meritassero la privazione della libertà personale), nulla vieta alla Procura di insistere in futuro.

Non si conoscono le motivazioni del Tribunale del Riesame, ma è lecito ritenere che ad oggi sia passata la linea tracciata dal giudice per le indagini preliminari: esisterebbe un “metodo” Cuffaro, ma non un’associazione a delinquere capeggiata dal segretario della Democrazia Cristiana, aveva scritto il giudice Carmen Salustro. Ipotesi che avrebbe aggravato di parecchio il quadro accusatorio per Cuffaro che resta ai domiciliari (in precedenza un altro tribunale del Riesame aveva confermato la misura cautelare per la storia del concorso).

Cuffaro e gli altri indagati

Niente associazione a delinquere e niente misura cautelare per lo storico segretario di Cuffaro, Vito Raso, Antonio Abbonato, dipendente dell’assessorato regionale alla Famiglia, e il deputato regionale della Dc, Carmelo Pace.

“Seppure si condivida l’impostazione accusatoria nella parte in cui mette in luce l’esistenza di una sorta di ‘metodo’ posto in essere costantemente dall’indagato Cuffaro – si leggeva nell’ordinanza di custodia cautelare – allo scopo di realizzare i propri interessi e si ritengano, altresì, sussistenti vari e interessanti spunti investigativi legati a più vicende nelle quali l’indagato risulta coinvolto, non si reputa del pari che la complessiva lettura dei dati raccolti e finora sottoposti a valutazione possa indurre a concludere nel senso di confermare l’esistenza di un’associazione tra questi e gli altri coindagati”.

“Si ritiene che gli elementi illustrati non siano idonei, almeno allo stato, a consentire la configurabilità del reato in contestazione”, aveva scritto il giudice Salustro. In un passaggio successivo parlava di “metodo clientelare del politico di commettere (anche) atti illeciti per ampliare il bacino elettorale del partito di cui era ed è segretario”.

Gli spunti investigativi sono legati ai cosiddetti reati fine, tra cui alcune ipotesi che non facevano parte della richiesta di misura cautelare: dagli interessi per delle commesse della Protezione civili ai bandi dell’assessorato regionale alla Famiglia in cui favorire gli “amici”.

“Emergenze investigative non presenti in atti al momento del deposito della richiesta o comunque non note alla difesa”, aveva sottolineato il Gip. Dunque “allo stato” non utilizzabili.

Accusa e difesa

C’era e c’è, dunque, un contesto investigativo in divenire, di cui solo una parte è stata inserita nell’appello della Procura bocciato dal Riesame. La certezza è che finora i pm hanno avuto ragione nella storia del concorso a Villa Sofia e nel traffico di influenze per l’appalto a Siracusa.

Per il resto in questo Riesame ha avuto la meglio la difesa: niente associazione a delinquere, niente tangente incassata dall’imprenditore Alessandro Vetro e girata, tramite Pace, a Giovanni Tomasino nel consorzio di bonifica (lo scontro fra accusa e difesa ruota sulla parola “soldi”), niente corruzione per il dimissionario direttore generale dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone.


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