Violento nubifragio su Palermo | Allagamenti e disagi in città - Live Sicilia

Violento nubifragio su Palermo | Allagamenti e disagi in città

(Foto Facebook)

Più di sessanta interventi nella notte. Muro crollato all'Albergheria, allagato il pronto soccorso.

INCIDENTI E DANNI
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PALERMO – Da via Messina Marine a via Ugo La Malfa, via Imera, via Giafar, via Mondello, via Trabucco, Pallavicino e fino a piazza Indipendenza. Più di sessanta gli interventi effettuati stanotte dai vigili del fuoco per far fronte agli allagamenti che si sono verificati da un capo all’altro della città. Il centralino del comando provinciale ha continuato a squillare fino a tarda notte per le richieste dei cittadini, molti dei quali rimasti con l’auto in panne e bloccati in strada, specie nei sottopassi di viale Regione Siciliana.

Un nubifragio che ha colto ancora una volta la città di sorpresa, con danni e disagi anche nel centro storico: all’Albergheria, in seguito alla pioggia battente ha infatti ceduto un muro, l’area è stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco, non si sono per fortuna registrati feriti. Una delle aree più critiche, quella vicino all’ospedale Buccheri La Ferla. L’acqua ha raggiunto velocemente il mezzo metro e, nelle vie limitrofe, si sono verificati due incidente stradali. Corso Re Ruggero, la strada che conduce da corso Tukory a via Ernesto Basile, è stato ieri sera momentaneamente chiuso dalla polizia municipale per questioni di sicurezza.

I vigili del fuoco sono ancora a lavoro per liberare alcuni magazzini e box dall’acqua. Allagamenti anche nel nuovo pronto soccorso dell’ospedale Civico (clicca qui per vedere foto e video) e nel reparto al seminterrato di Radiologia. Ciò ha provocato inevitabili conseguenze per i mezzi di soccorso, la quale entrata ed uscita è diventata difficoltosa. Interventi pure in provincia, da Villabate a Bagheria, da Capaci a Partinico. E in una Palermo che affronta da giorni una seria emergenza rifiuti, la pioggia ha trascinato decine di sacchetti galleggianti in giro per la città. Un automobilista ha documentato quanto è successo.

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Commenti

    Ecco questa è la palude.

    Andiamo tutti a pagare la TARI !! Non manchiamo.

    un’ora di pioggia = una città in ginocchio…VERGOGNA DEI NOSTRI AMMINISTRATORI!

    I nubifragi, a Palermo, sono i ripetuti, puntuali fenomeni che evidenziano l’incapacità dell’amministrazione comunale e delle aziende partecipate a realizzare e gestire i servizi pubblici. Manutenzione fognaria, trasporti, rifiuti, acqua ecc. Il sistema è sempre lo stesso, come gli ostacoli che non lo fanno funzionare. Palazzo delle Aquile molto costoso e poco funzionale.

    appena cade un po d’acqua si blocca una città

    “C’è qualcosa di nuovo sotto la pioggia, ma non d’antico”…

    Inizio parafrasando la poesia l’Aquilone di Giovanni Pascoli per osservare come, a Palermo, quantomeno una volta le alluvioni erano una cosa seria.

    Oggi non è più così: basta un temporale – breve ma intenso – che scattano emergenze ed allarme.

    MI CHIEDO SERIAMENTE: MA SIAMO PREPARATI AD AFFRONTARE UN EVENTO LEGGERMENTE PIU’ IMPEGNANTIVO???

    Troppi cambiamenti del clima esigono adeguare la città, ed il suo sistema di raccolta e di smaltimento delle piogge, a misura delle nuove emergenze climatiche.

    Speriamo che, “…. colà dove si puote / ciò che si vuole…” qualcuno capisca che, in aggiunta alle varie ZTL, mostre passeggiate etc… è pure necessario discutere del futuro che ci aspetta.

    ———————————–
    LE GRANDI ALLUVIONI DI PALERMO

    In data 20 – 24 febbraio 1931 a Palermo c’è stata l’ultima grande alluvione
    A Palermo ci sono state cinque diverse alluvioni tra il XIX ed il XX secolo. Infatti si ricordano le alluvioni del 1557, 1666, 1689, 1769, 1772, 1778, 1851, 1862, 1907, 1925 ed infine al culmine l’alluvione del 1931. Da quel momento in poi non si sono riscontrati ulteriori cataclismi di questa rilevanza.
    Nell’alluvione tra il 20 e il 24 febbraio si riversarono sulla città 618 mm di pioggia, di cui 395 in 50 ore di pioggia ininterrotta tra il 21 e il 23 febbraio. La conformazione di Palermo, una conca posta alla base di alte montagne, facilitò l’aumento del livello dell’acqua, che variava nei diversi punti della città tra i 2 m di via Roma, fino ai 6 m di piazza Sant’Onofrio.
    Pensate in soli 2 giorni più pioggia che in un anno !
    Altro particolare che influì fu la presenza, sopra e sotto il livello cittadino, di quattro flussi d’acqua principali: il Canale Passo di Rigano, il Papireto, il Kemonia ed il fiume Oreto; alcuni di questi canali erano deviati artificialmente sotto il livello stradale. Oltre al grosso volume d’acqua la città fu colpita da un fortissimo vento di tramontana che distrusse diversi muri.

    I danni
    L’alluvione causò la morte di 10 persone e ne ferì altre 21. Andarono distrutte diverse abitazioni e strade, molti edifici storici subirono gravi danni, e la linea ferroviaria fu divelta. Ingenti furono anche i danni nelle campagne, dove le abitazioni rurali furono spazzate via. Inoltre la gru utilizzata per la costruzione del Palazzo delle Poste venne divelta dal forte vento crollando su un edificio adiacente.

    I soccorsi
    A causa dell’alto livello dell’acqua i soccorsi tardarono ad arrivare; si organizzarono barche e ponti provvisori per trasportare in salvo le persone che si erano rifugiate nei piani più alti delle abitazioni. Il vento rendeva anche difficile la costruzione di ponti galleggianti.

    in una città in cui non esiste il benchè minimo controllo del territorio e in cui nessuno viene sanzionato quando getta di tutto per terra cosa ci aspettiamo??i tombini, le caditoie, i tubi di scarico delle acque piovane sono strapieni di rifiuti (specialmente giornalini di pubblicità che dai parabrezza delle auto e dalle cassette postali “stranamente” finiscono tutti a terra e poi nei tombini, lattine, bottigliette, pacchetti di sigarette e di tutto e di più) ed è quindi inevitabile che appena piove un po’ più del solito le strade si trasformino in fiumi. il sindaco non solo non sanziona nessuno facendogli passare il “prio” di sporcar la città ma non è stato nemmeno capace di vietare il volantinaggio selvaggio su auto e condomini evitando cosi che tutta questa carta inutile finisca a terra. siamo nelle mani di nessuno!!!!!

    Ottimo commento. In Via Maqueda all’altezza della Via Napoli c’era un bar ed i
    clienti in attesa dei soccorsi sono saliti su banconi e tavoli perché l’acqua era
    arrivata a quell’altezza . Intorno alle ore 23 scattò l’allarme nelle caserme e si
    mobilitò l’esercito in aiuto della popolazione , inoltre intervenne anche la marina con supporto di barche e a P.zza Sant’Onofrio come Lei giustamente dice , l’acqua era oltre 6 metri e lì é morto un sottufficiale della marina mentre
    prestava soccorso .

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