Foibe, i docenti del Galilei replicano alle polemiche: "Nessun boicottaggio"

Foibe, i docenti del Galilei replicano alle polemiche: “Nessun boicottaggio”

Il senatore Pogliese aveva annunciato l'interrogazione parlamentare
IL CASO
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CATANIA – Dopo le polemiche esplose in seguito alla protesta contro la presenza del senatore Roberto Menia, invitato a intervenire su foibe ed esodo giuliano-dalmata, i docenti del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Catania intervengono con un comunicato per chiarire la propria posizione. Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore Salvo Pogliese, che ha annunciato un’interrogazione parlamentare.

Nel documento, diffuso dopo le accuse circolate sulla stampa e sui social, gli insegnanti precisano innanzitutto che “l’evento ‘Foibe ed esodo. La Consulta ricorda’ svoltosi il 27 febbraio presso l’Aula magna del nostro Istituto, innanzitutto, non costituisce un’iniziativa prevista dal Dipartimento di Storia e Filosofia nella sua programmazione annuale. Tale incontro è stato promosso dalla Consulta provinciale studentesca, che ha curato l’intera organizzazione dell’evento, individuando gli ospiti e la sede, concessa gentilmente dal nostro Dirigente Scolastico”.

I docenti ricostruiscono quindi quanto avvenuto la mattina dell’incontro: “La mattina del 27 febbraio, i rappresentanti della Consulta e i loro ospiti, di fronte ad un’Aula magna semideserta, hanno estemporaneamente richiesto al Dirigente Scolastico la partecipazione di alcune classi dell’Istituto. In assenza di una regolare circolare che informasse l’intera comunità scolastica dell’evento e di una corretta pianificazione di tale iniziativa per l’individuazione delle classi destinatarie, i docenti hanno ritenuto corretto garantire il regolare svolgimento dell’attività didattica programmata, nel pieno rispetto della prassi istituzionale”.

Secondo quanto si legge nel comunicato, “questa decisione legittima ha suscitato, tuttavia, il disappunto degli organizzatori dell’evento, la cui reazione fortemente polemica dai toni arroganti è stata, a nostro avviso, sproporzionata e ingiustificata”.

Gli insegnanti rivendicano di aver agito nel rispetto delle regole e indicano le motivazioni della loro scelta: “Noi docenti, invece, riteniamo di aver agito correttamente, garantendo due aspetti fondamentali: 1) La tutela del Diritto allo studio degli studenti e delle studentesse sancito dall’art.34 della nostra Costituzione, seguendo l’iter istituzionale secondo il quale le classi e i singoli alunni e alunne possono partecipare agli eventi proposti dalla scuola, in base a precise disposizioni emanate con tempi congrui e in linea con le finalità del PTOF; 2) Il diritto di parola agli organizzatori dell’evento e ai loro ospiti, in quanto l’iniziativa si è svolta, comunque, nello spirito e nelle modalità previste dai suoi promotori”.

Infine, la presa di posizione contro le accuse di boicottaggio: “Riteniamo, pertanto, necessario precisare che nessun docente del nostro Istituto ha agito col fine di boicottare l’iniziativa promossa dalla Consulta provinciale studentesca. Quindi respingiamo con forza ogni attacco che in queste ore sta colpendo il Liceo Galileo Galilei, il suo corpo docente e una nostra cara collega, che ha agito nell’assoluto rispetto delle regole sia sul piano istituzionale, sia su quello didattico-disciplinare”.


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