PALERMO – Nuova polemica su Mondello. Questa mattina, a Palermo, presso il bar Santoro di piazza Indipendenza, il deputato regionale e leader del movimento “Controcorrente”, Ismaele La Vardera, ha tenuto una conferenza stampa per analizzare, dal suo punto di vista, gli ultimi risvolti legati alla decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa (Cga) e lanciare un duro atto d’accusa ai vertici della Regione Siciliana.
All’incontro con i giornalisti hanno preso parte anche l’avvocato Francesco Leone, dello studio legale Leone-Fell, e i consiglieri comunali Ugo Forello e Giulia Argiroffi, recentemente passati alla componente politica guidata dal parlamentare regionale.
Ismaele La Vardera ha aperto l’incontro, andando subito ‘all’attacco’: “Noi rispettiamo le risultanze del Cga che dice una cosa sostanziale: che la Regione e il Comune hanno fallito. Questo lo possiamo dire. Il Cga, piaccia o meno, assevera in maniera inoppugnabile il fallimento della politica rispetto a questa vicenda”.
Il deputato regionale ha poi alzato sensibilmente il tiro: “Io oggi sono nelle condizioni di dimostrare che il presidente della Regione, Renato Schifani, non voleva assolutamente togliere questa concessione alla Italo Belga. Che davanti alle telecamere ha detto una cosa e poi, all’interno dei palazzi della Regione, ne ha detta un’altra. Gli diamo una settimana di tempo. Una settimana, Schifani, ovunque tu sia, sappi che nel giro di una settimana noi pubblicheremo la prova. Invito il presidente Schifani a querelarmi per diffamazione: in quel contesto dimostrerò, con prove documentali inoppugnabili, che ha preso in giro i siciliani”.
Secondo il leader di Controcorrente, la vicenda avrebbe fatto emergere anche profonde spaccature interne alla giunta, chiamando in causa direttamente l’assessore all’Ambiente: “Schifani si è scontrato col suo stesso assessore. Giusi Savarino voleva una cosa e lo stesso presidente un’altra, tanto che poi lui se l’è presa con l’Avvocatura dello Stato. Ringrazio pubblicamente l’assessore Savarino perché ha avuto il coraggio di mettersi contro il suo stesso presidente. E a quella riunione, a proposito di prove, c’era anche lei. Davanti al bene pubblico non posso fare un passo indietro”.
L’avvocato Francesco Leone ha illustrato la linea dello studio Leone-Fell, dicendo che la partita per la gestione pubblica del litorale non sarebbe affatto chiusa. “A pagina 14 e 15 del provvedimento – ha detto l’avvocato Leone – il Cga offre in realtà una soluzione alla Regione e non mette l’ultima parola. È possibile fare un’istanza di revoca della misura cautelare e rimettere tutto in discussione”.
“Le strade adesso sono due – ha proseguito Leone – : o la pubblica amministrazione trova immediatamente chi, al posto della Italo Belga, gestisca i 13 lotti di spiaggia che la Regione ha deciso debbano essere attrezzate autovincolandosi; oppure, di contro, rende libera tutta la spiaggia, cambiandone la natura giuridica. Rendendola spiaggia libera, a quel punto Comune e Regione dovranno gestirla al meglio con bagnini e strutture adeguate. Se la Regione dimostra di volerla e saperla gestire in modo libero, lo stesso Cga farà un passo indietro”.
A dare manforte alla posizione di La Vardera sono intervenuti i due consiglieri comunali di Palermo. “Il problema vero è che non c’è mai stata la volontà politica – ha affermato Ugo Forello –. Il Cga dice chiaramente una cosa: tu amministrazione non hai fatto nulla per prepararti a gestire la spiaggia. Non hai bagnini, non hai strutture, non hai predisposto le gare necessarie. E allora, per quest’anno, pur di non creare un danno economico al turismo, ti tieni la Italo-Belga. Questo è il vero fallimento della politica. Ma la stessa sentenza indica la strada: se l’amministrazione si attiva concretamente, la spiaggia torna ai cittadini. Dire oggi che non si può fare è solo una scusa”.
Successivamente ha preso la parola la consigliera Giulia Argiroffi: “Al netto dei gravissimi fatti rappresentati – ha esordito –, il dubbio che tocca me, e credo di dare voce al dubbio che in tanti vivono, è che questa inadeguatezza di Comune e Regione riscontrata dal Cga in realtà non sia del tutto casuale, ma che sia uno strumento. Purtroppo da dieci anni, dentro le amministrazioni, ho trovato la sciatteria come strumento per ottenere altro”.
