Aeroporto, terremoto Gesap | Tre dimissioni, decade il cda

Aeroporto, terremoto Gesap | Tre dimissioni, decade il cda

Commenti

    Giù le mani della politica dalla gesap é un ossimoro perché la gesap di fatto è della politica che ne esprime anche la maggioranza dei componenti del cda

    Dove c’è Orlando non cresce nulla

    Ma quanto guadagna il direttore della GESAP? Qualcuno sa qualcosa in merito? E cosa ha prodotto in questi anni? È valsa la pena dare un compenso simile? Attendiamo risposte

    Quanta ipocrisia nell’affermare giù le mani della politica alla Gesap!!!!!!!! Ci vuole coraggio a dire certe cose…chi non sa che li dentro è solo politica?….basti pensare che ne fa parte il comune,con Orlando……e se non funziona,è facile capirne il motivo.

    Super compensi a dirigenti? Ma ancora queste cose esistono???

    Manovra ben congegnata per la conquista della presidenza. Bisogna solo aspettare e sarà chiarissima la strategia sotterranea

    E nu bluff AHAHAHA TUTI D’ACCORDO NON HO MAI CAPITO PERCHE SONO GESTITE SEMPRE DALLO STATO O COMUNQUE PARTECIPATE NON LO HANNO ANCORA CAPITO O FANNO FINTA,SECONDO ME CHE POTREBBERO ESSERE CEDUTE A PRIVATE E QUINDI UN RISPARMIO PER I COMUNI IN QUESTO CASO PER PALERMO E I SUOI CITTADINI ?

    Credo che cedere a i privati un punto cardine appartenere all’industria del turismo, sarebbe un grosso errore, il comprensorio non può dipendere dal privato per la crescita e lo sviluppo turistico in Sicilia, la porta della nostra provincia deve rimanere pubblica così come ogni bene che promuova e accresca l’unica industria del nostro comprensorio

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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