Arata, Nicastri e il "Parlamento" | "Devo portare la tariffa al massimo"

Arata, Nicastri e il “Parlamento” | “Devo portare la tariffa al massimo”

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Vito Nicastri
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Commenti

    In Italia l’avviso di Garanzia (chiamato così perché è a garanzia dell’indagato) di fatto corrisponde ad una condanna o a un prezzo da pagare nel caso sei un pubblico funzionario o un politico (non dimentichiamoci che una persona è colpevole fino a sentenza passata in giudicato). Troppe lacune ci sono nelle maglie della giustizia a tenere in segreto i nomi di politici o funzionari e troppa disinvoltura c’è da parte di questi nel parlare con soggetti di dubbia moralità. Negli ultimi anni abbiamo visto troppe carriere spezzate per un avviso di garanzia magari archiviato dopo tre anni. La soluzione? Tempi certi per la Giustizia, separazione delle carriere in magistratura (non se ne parla più). Divieti ai Magistrati, funzionari della pubblica amministrazione di partecipare a manifestazioni organizzate da partiti politici, obbligo della segretezza dell’avviso di garanzia fino a chiusura delle indagini. Altre soluzioni ce ne sono, si deve tornare a fare i processi nelle aule giudiziarie e non nel programmi TV o sui Giornali. Un politico se si scopre in contatti con personaggi di dubbia moralità deve dimettersi solo per questo e non è vero che non sanno chi incontrano e se non si informano allora vuol dire che di questa gente non ci si può fidare.

    Ma le tariffe anzicchè da un singolo politico non dovrebbero essere stabilite da un libero mercato di concorrenza?….

    povera lega di salvini….

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Dopo i primi cinque posti della classifica Swg sul gradimento dei presidenti di Regione, al sesto posto si collocano a pari merito Michele De Pascale (Emilia-Romagna) e Stefania Proietti (Umbria), entrambi al 45%, anche se la governatrice umbra registra il calo più marcato rispetto al 2025 con otto punti in meno. Seguono Eugenio Giani (Toscana) al 42% (-5), Alberto Cirio (Piemonte) al 40% (-2), Marco Bucci (Liguria) e Francesco Acquaroli (Marche) al 37%, con il presidente marchigiano stabile rispetto allo scorso anno. Più indietro Attilio Fontana (Lombardia) al 35%, senza variazioni, e Marco Marsilio (Abruzzo), Alessandra Todde (Sardegna) e Vito Bardi (Basilicata), tutti al 33%, ma con cali rispettivamente di 2, 4 e 6 punti. Chiudono la graduatoria Francesco Rocca (Lazio) al 29% (-2) e Renato Schifani (Sicilia) al 25%, stabile rispetto alla precedente rilevazione.

Come volevasi dimostrare. È stata una farsa, hanno dato l' illusione che ci fosse un cambiamento. In realtà troppi collusi da smontare. Solo un intervento del Padre da lassù in questa terra bruciata.

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