Blitz antimafia nell'Agrigentino, sei persone arrestate NOMI - VIDEO

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Le indagini avviate dopo l'omicidio di Vincenzo Corvo
L'OPERAZIONE
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AGRIGENTO – Sei persone arrestate per mafia nell’Agrigentino dai carabinieri del Comando provinciale della città dei templi. I militari, supportati dai loro colleghi di Caltanissetta e Reggio Calabria, nonché dallo squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia e dal nucleo elicotteri di Palermo, hanno eseguito le misure cautelari disposte dal gip di Palermo su richiesta della Dda.

L’indagine sulle famiglie di Lucca Sicula e Burgio

Fra gli arrestati della mafia nell’Agrigentino vi sarebbero i vertici delle famiglie di Lucca Sicula e Burgio. Sono ancora in corso numerose perquisizioni locali e personali. Delle indagini, che hanno portato alla retata di oggi, si sono occupati i carabinieri del Nucleo investigativo di Agrigento. Disposto anche un obbligo di firma per un settimo indagato.

I nomi

I destinatari delle misure cautelari, disposte al gip di Palermo su richiesta della Dda, sono: Salvatore Imbornone, 64 anni, di Lucca Sicula (carcere); Giovanni Derelitto, 74 anni, di Burgio (domiciliari); Francesco Caramazza, 51 anni, di Favara (carcere); Antonio Perricone, 53 anni, di Villafranca Sicula (carcere); Alberto Provenzano, 59 anni, di Burgio (in carcere), Giuseppe Maurello, 54 anni, di Lucca Sicula, (domiciliari). Al settimo indagato, Gabriele Mirabella, 38 anni, di Lucca Sicula, è stato contestato solo favoreggiamento e il giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza.

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L’inchiesta

Le misure sono state eseguite a Burgio, Lucca Sicula, Villafranca Sicula, Mazzarino (Caltanissetta) e Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria). Quattro dei 7 indagati sono in corso di trasferimento in carcere, 2 sono stati collocati ai domiciliari e per uno è stato disposto l’obbligo di dimora. Tutti – secondo quanto ricostruito dai carabinieri – sono “gravemente indiziati, a vario titolo, di far parte di Cosa Nostra, in particolare del mandamento mafioso di Lucca Sicula e Ribera. L’attività investigativa, coordinata dalla Dda e condotta dal nucleo Investigativo dei carabinieri di Agrigento, riguarda il periodo tra aprile 2021 e luglio 2023. L’inchiesta è stata avviata dopo l’omicidio di Vincenzo Corvo avvenuto a Lucca Sicula nell’aprile 2020, ancora irrisolto. È stata però documentata – scrivono i carabinieri – “la piena operatività dell’associazione con numerose riunioni per acquisire in modo diretto e indiretto la gestione e il controllo di appalti e servizi pubblici”. Il tutto “intervenendo sulle amministrazioni locali”.

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