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Da quel che si legge, la sua fine era segnata , solo questione di tempo, come e chi.
Bene la Regione che smonta l'allarmismo sull'Ebola. Anche a Cagliari era un falso allarme, non era un caso di ebola, test negativo. D'altronde è illogico ipotizzare che l'Ebola possa interessare la Sicilia, l'Italia o l'Europa dato che non esiste Ebola in quasi nessuno stato africano, tranne in una parte di una provincia del congo e casi sporadici in qualche stato limitrofo. E' un virus diffilicissimo da contagiarsi, ci si rischia di contagiare solo con contatti stretti e prolungati con fluidi o sangue di un paziente fortemente sintomatico di Ebola. Un malato di ebola senza sintomi non contagia! Quindi è impossibile che un malato di ebola contagioso (con forti sintomi) possa avere la forza di viaggiare tante ore in areo, nave o altri mezzi. Ed in ogni caso l'ebola non è come l'influenza, non si contagia per via area. Quindi non c'è nessun pericolo.
Nessun complottismo se i 4 poveri migranti sono stati uccisi da italiani (per razzismo, ndrangheta, sfruttamento, motivi privati...) Viceversa il complottismo dilagherà oltre ogni limite d'immaginazione se dell'omicidio saranno accusati immigrati, pakistani, islamici....
Siamo a posto il nostro futuro è Dua Lipa e La vardera .
La Sicilia potrà diventare tutto se avrà una amministrazione vera e competente e una classe dirigente qualificata e scelta dal merito e non dl censo


Una domanda sorge spontanea.
Ma da cattolico osservante che vuole inserire la “dottrina sociale della chiesa” all’interno dello statuto del piddí, cosa ne pensa riguardo alla posizione del suo parente segretario regionale che dopo tre mesi sta ancora con due piedi in due scarpe e percepisce doppia indennità?
Si può considerare tollerabile dalla dottrina sociale della chiesa? (visto che nel 2023 ancora fate leva su questa parola per raccattare i voti di qualche fondamentalista di fede)
Vi sono molti principi, aventi tutti un proprio fondamento, che, però, talora non possono convivere.
Per farli convivere occorre un relativismo che può essere applicato in molti settori ma certamente non dovrebbe essere applicato ai principi etici e religiosi. Da molti anni vi sono uomini e donne che, provenienti dal mondo del cattolicesimo militante, sono diventati “militanti” nel PD ove hanno anche occupato ed occupano posizioni di rilievo. Per me è difficile comprendere come si possa essere militante cattolico e, al contempo, condividere scelte politiche determinanti che sono di segno opposto ai principi fondamentali della Chiesa. Io non entro nel merito della validità delle iniziative politiche in materia di eutanasia, di matrimonio tra persone dello stesso sesso o del contenuto del ddl Zan. Ma ritengo di essere legittimato ad avere perplessità se un cattolico militante, che talora deve le proprie fortune politiche proprio al mondo cattolico militante, la mattina si fa la comunione nelle navate centrali delle Chiese e il pomeriggio opera per rendere forte un partito che inserisca nel proprio programma elettorale argomenti che siano in insanabile contrasto con i principi fondamentali della Chiesa.
L’alibi della dottrina sociale della Chiesa, come se fosse il filo conduttore soltanto del PD, mi lascia perplesso perché per un cattolico i motivi dell’ avversione della politica del PD, quanto meno in materia etica, sono di gran lunga superiori ai motivi di condivisione delle sue scelte. Credo che sia difficile giustificare la posizione di un cattolico militante all’interno di un partito politico che è fortemente impegnato nell’approvazione di leggi che capovolgono completamente il concetto di famiglia come da oltre duemila anni e’ rappresentato nei principi fondamentali della Chiesa.
Ancara parri Giuanni? Uocucchiti a cuddura ca è megghiu.