Blitz San Berillo, l'architetto Giovanni Leone: "La polizia qui non basta" - Live Sicilia

Blitz San Berillo, l’architetto Giovanni Leone: “La polizia qui non basta”

Le parole del noto urbanista, presente stamattina

CATANIA – “Questo è uno degli aspetti, ed è quello relativo alla pubblica sicurezza. Ma non riesce a rigenerare un quartiere come questo”. Giovanni Leone, architetto e attivista, si trovava a San Berillo questa mattina. Quella dei “servizi straordinari ad alto impatto” che hanno messo a soqquadro il quartiere alla ricerca di droga. Un imponente dispiegamento di forze dell’ordine, uomini e mezzi della pubblica sicurezza ma anche del servizio di igiene urbana, osservati dall’alto da un elicottero. Nella tarda mattinata sono state portate a compimento le operazioni di rimozione di un chiosco di lamiera, costruito abusivamente tra le vie Carro e Buda, diventato un punto di aggregazione per la popolazione migrante che vive nella zona.

Un’alleanza di quartiere

“Fondamentale è un’alleanza – dice Leone – Un’alleanza tra abitanti, parrocchie, associazioni, Servizi sociali del Comune… E poi sì, ci vogliono anche le operazioni di polizia“. Nei giorni scorsi, riferisce l’architetto, ci sarebbero stati due accoltellamenti. Uno di questi, avvenuto lunedì, ha avuto per vittima un cittadino senegalese, colpito da un suo connazionale di 43 anni nel corso di una lite. “C’è una violenza che va sconfitta, isolata ed emarginata. Però, ci vuole una convergenza: bisogna lavorare insieme. La cosa fondamentale è che i cittadini presidino lo spazio pubblico. Se noi abitiamo le piazze, le strade… Automaticamente c’è sicurezza, perché è casa nostra, diventa un’estensione della casa“, prosegue Giovanni Leone.

Il tema della sicurezza nel quartiere di San Berillo vecchio tiene banco ormai da tempo nel capoluogo etneo. Nei giorni scorsi se n’è tornato a parlare anche per via delle cinque condanne comminate dal tribunale di Catania nei confronti di altrettante persone accusate di “propaganda e istigazione a delinquere per motivi razziali, etnici e religiosi“. In altri termini: razzismo online, a causa del quale queste persone hanno ricevuto multe comprese tra i 667 e i duemila euro, sotto a un video pubblicato su Facebook dai leghisti Fabio Cantarella, ex assessore comunale alla Sicurezza urbana, e Stefano Candiani, senatore e all’epoca commissario del partito di Matteo Salvini in Sicilia.

Gli investimenti del Pnrr

“Parlo da architetto: non si affronta la questione San Berillo in maniera organica. C’è un problema di parcellizzazzione delle proprietà. Molti hanno ereditato da parenti, nipoti e cugini… Molte case non si sa nemmeno di chi siano e sono state occupate. Altre sono legittimamente occupate dalle operatrici del sesso, che hanno contratti d’affitto o hanno comprato le case”, commenta ancora l’architetto Leone. “Dobbiamo fare non un progetto di questo palazzo, quell’altro – conclude – Dobbiamo pensare a una vera rigenerazione urbana del quartiere, imperniata sull’inclusione e la coesione sociale“.

L’isolato compreso tra via delle Finanze, via Carro, via Buda e via Pistone, lo stesso in cui oggi è avvenuto il controllo delle forze dell’ordine, è al centro di un progetto di riqualificazione urbana inserito all’interno dei Piani urbani integrati. Nell’idea dell’amministrazione comunale e della direzione Urbanistica del municipio, l’intervento dovrebbe essere realizzato con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Anche se non è ancora chiaro, a livello nazionale, se i Pui saranno stralciati dai finanziamenti Pnrr oppure no. Sul quadrilatero anzidetto, sono previsti investimenti per 2,5 milioni di euro e nuove demolizioni. Mentre su tutto San Berillo, incluso l’Urban Center e il parco tra piazza della Repubblica e piazza Grenoble, ci sono in totale 25 milioni di euro.


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