PALERMO – “Un’accusa che non sta né in cielo né in terra, molto infamante. Un mucchio di carte che non c’entra niente”, così Vito Raso commenta all’uscita del tribunale di Palermo. È stato l’ultimo dei 18 interrogatori preventivi. La Procura di Palermo chiede l’arresto, ai domiciliari, di 17 persone (nel caso dell’indagato Vito Fazzino, commissario di gara all’Asp di Siracusa, la richiesta di misura cautelare è stata revocata).
Raso, fino alla notizia dell’inchiesta, era segretario particolare dell’assessore alla famiglia Nuccia Albano. Poi è stato sospeso dall’incarico dalla giunta Schifani. È il suo rapporto con Totò Cuffaro che è stato scandagliato dai carabinieri del Ros.
Raso viene considerato uno dei membri dell’associazione a delinquere capeggiata all’ex governatore siciliano di cui Raso è stato segretario particolare ed autista negli anni della presidenza.
Dalle sue mani sarebbero passate le tracce del concorso per operatore socio-sanitario a Villa Sofia e i bandi dell’assessorato da rendere noti in anteprima ad una lista di “amici”.
“Abbiamo chiarito ogni aspetto della vicenda”, spiega l’avvocato Marco Traina. Ultimati gli interrogatori preventivi adesso il giudice per le indagini preliminari Carmen Salustro valuterà la decisione. Non ha un termine perentorio per decidere gli eventuali profili di reiterazione di reato che farebbero scattare la misura cautelare.

