Cesame, ristrutturazione |bloccata dalla burocrazia - Live Sicilia

Cesame, ristrutturazione |bloccata dalla burocrazia

Gli operai-soci hanno consegnato tutta la documentazione necessaria a partecipare al bando regionale per il finanziamento della ristrutturazione dell’impianto. D’Aquila: “Se la ristrutturazione non riparte tra dicembre e gennaio il progetto fallisce”.

Progetto al palo
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CATANIA –  Cesame, a che punto siamo. Sono ancora i tempi della burocrazia a farla da padrone nella riuscita del progetto degli ex dipendenti che vorrebbero fare ripartire l’azienda. Il tanto agognato bando regionale, che consentirebbe alla cooperativa di avviare la ristrutturazione dell’azienda, è stato pubblicato. Qualche settimana fa i lavoratori hanno consegnato tutta la documentazione necessaria e adesso attendono il secondo step: la fase di verifica da parte dell’assessorato alle Attività produttive e il conseguente finanziamento. I fondi in questione, circa ottanta milioni di euro da ripartire tra varie imprese, serviranno ai soci lavoratori per ristrutturare lo stabilimento.

L’ambizioso progetto di dare vita a una cooperativa era partito nel lontano 2008 in seguito al fallimento della Cesame. In quell’occasione alcuni degli operai che avevano avuto accesso agli ammortizzatori sociali ordinari decisero di non accettare di investire il denaro per rimettere in piedi l’azienda. Una scelta coraggiosa e altrettanto onerosa, tenuto conto che gli operai hanno versato per anni circa il 50% dei loro settecento euro di cassa integrazione, come capitale sociale, per rilevare e rilanciare l’azienda. Una strada lunga e lastricata di sacrifici che ha portato all’acquisizione del marchio e dello stabilimento.

“Siamo in attesa di risposte da parte dell’assessorato” spiega Giuseppe D’ Aquila, segretario generale della Filctem Cgil di Catania. “Il problema della Cesame è che il progetto doveva partire già tre anni fa, purtroppo si è perso tanto tempo; adesso bisogna accelerare e continuare a provare ad abbattere i muri della burocrazia con l’approvazione dei finanziamenti se la ristrutturazione non riparte tra dicembre e gennaio il progetto fallisce”. Del resto la produzione si avvia se ci sono i soldi per ristrutturare l’impianto che è stato più volte vandalizzato nel corso degli anni.


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