Coime, Orlando contro il Mef| "La Corte dei Conti ci dà ragione"

Coime, Orlando contro il Mef| “La Corte dei Conti ci dà ragione”

Commenti

    Luca, se tutto era così limpido e cristallino, perché hai risposto al rilievo del MEF sul coime promettendo che ti saresti adeguato?
    Ricorda che hai promesso al MEF pure che togliervi il contratto da dirigente industriale al capo del coime, manco quello degli edili gli hai dato, uno scandalo nello scandalo.

    Se tanto mi da tanti 10 anni fa mi pare che ci fosse sindaco Cammarata o sbaglio? A convenienza allora le cose vecchie e di Cammarata sono da buttare?

    Se il D.L. 24 nato nel 1986 per una legge speciale per la crisi edile in atto alla lotta contro la mafia. Contratto di diritto privato amministrato dalla publica amministrazione del comune di Palermo. Perché nel 2010 quando ci è stato il blocco dei contratti i C.O.I.M.E. ex D.L. 24 /86 gli venne bloccato anche il contratto e nel 2015 in Agosto furono sbloccati per tutti ma Il C.O.I.M.E ad oggi non a visto questi contratti sbloccati e fermi al 2010 con tutto il carovita in atto gli adeguamenti contrattuali non sono stati fatti da questa amministrazione comunale di Palermo. Con tutto rispetto quale criterio si applica a questi lavoratori e quale contratto . Lo stato faccia chiarimento in merito a questo caso dopo quasi 33 anni di servizio al Comune di Palermo con contratto Edile ma non adeguato ad oggi fermo al 2010. Attendo una risposta grazie.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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