Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


DA ASSESSORE ALLA SANITA’, PROVEREI A FARE UNA BREVE STERZATA.
INDIVIDUARE UN PAIO DI PICCOLI COMUNI SU BASE VOLONARIA PER PROCEDERE ALLA SPERIMENTAZIONE DELLA CURA DOMICILIARE, CON IL METODO DEI MESDICI DI FAMIGLIA, CHE IN DIVERSI OCCASIONI HANNO SOSTENUTO PUBBLICAMENTE CHE NON HANNO AVUTI MORTI, UTILIZZANDO I FARMACI ECONOMICI E DISPONIBILI. MEDICI CHE SONO STATI INASCOLTATI.
LA SPERIMENTAZIONE SERVIREBBE A CAPIRE SE SONO FASULLI LORO OPPURE TUTTI QUELLI CHE A VARIO TITOLO HANNO AVUTO A CHE FARE CON LE MISURE CONTRO IL COVID!