Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Buongiorno.Il dato che mi preoccupa è quello delle terapie intensive in Sicilia.In tre giorni i pazienti sono passati da 3 a 6 ,quindi sono raddoppiati.Che cosa indica questo dato? Che chi si ammala adesso in Sicilia si ammala più gravemente?Oppure che avendo riconvertito gli ospedali non abbiamo sufficienti posti in reparti di malattie infettive? Non vorrei che l’allineamento dei dati facesse ritenere che è tutto finito mentre invece siamo ancora in piena pandemia.