Ex sportellisti e centri per impiego | Il "no" dei sindacati autonomi

Ex sportellisti e centri per impiego | Il “no” dei sindacati autonomi

Commenti

    Ho l’impressione che questo reddito di cittadinanza, sia più una farsa per giustificare in tutta Italia l’immissione di almeno 4.000 Navigator, almeno così come li hanno definiti, che verranno immessi nei vari centri per l’impiego senza alcun concorso pubblico, ma chiamati direttamente e quindi stabilizzati.
    Almeno prenderanno uno stipendio di €. 1000,00 contro un reddito di cittadinanza che arriva a quanto pare a €. 780,00.
    Qui il movimento Cinque Stelle l’analisi costi – benefici non l’ha fatta e non credo che la farà Mai……
    Cambia il Simbolo Politico ma non cambia la mentalità di agire.
    In un momento di crisi economico sociale che prolifera in tutta Italia, invece di creare posti di lavoro per tutti coloro che oggi si trovano in condizioni disperate, usano la disperazione altrui per giustificare la sistemazione di altri, con criteri oltretutto lasciano un ampio margine di riflessione.
    Nei prossimi 4 anni vedremo i risultati di questa Politica mascherata da Populisti se in realtà è ben altro.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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