Maurizio Landini a Catania: "Il Ponte? Servono prima altre infrastrutture" - Live Sicilia

Maurizio Landini a Catania: “Il Ponte? Servono prima altre infrastrutture”

Le parole del segretario generale della Cgil
SANTA VENERINA
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SANTA VENERINA – “Il Ponte sullo Stretto? Continuo a pensare che in un Paese che ha la situazione infrastrutturale che ha l’Italia, bisogna prima fare le infrastrutture di fondo“. Lo ha detto il segretario generale nazionale della Cgil Maurizio Landini a Santa Venerina, in provincia di Catania.

Landini è stato in visita alla ex scuola di Passopomo, a Santa Venerina, dove inizierà la ristrutturazione e la riorganizzazione della scuola di formazione sindacale. Un polo “di formazione ed elaborazione delle idee da aprire al mondo del lavoro, alle associazioni, alle forze progressiste, agli atenei e a chi voglia contribuire a costruire una nuova economia e una nuova società”, si legge nella presentazione del progetto.

Il Ponte sullo Stretto

A margine, il segretario ha risposto alle domande dei cronisti. A proposito del Ponte sullo Stretto di Messina, Landini ha continuato: “In Sicilia ci sono ancora binari unici, ore e ore di treni per spostarsi – ha detto – Credo che la priorità assoluta sia realizzare gli investimenti previsti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, per i quali siamo in grave ritardo. E credo che sia prioritario anche avere una politica che metta al centro non solo le infrastrutture materiali, che servono, ma anche tutte le infrastrutture sociali, che mancano: gli asili, le scuole, gli ospedali. Questi a me sembrano elementi centrali di esigenza”.

“Peggiorata la vita degli italiani”

“In questi anni – ha proseguito Maurizio Landini – si è verificato un peggioramento delle condizioni di vita delle persone. Bisogna cambiare le leggi che sono state fatte e che stanno condannando i giovani alla precarietà e ad andare via dal nostro Paese. Mettere al centro il lavoro significa un lavoro non precario, un lavoro dignitoso. Oggi chi lavora è povero. Abbiamo, ogni anno, 120mila giovani che se ne vanno via. Bisogna tornare a investire sulle persone”.

Sull’autonomia differenziata

E sull’autonomia differenziata, ribadisce la posizione del sindacato: “Noi siamo radicalmente contrari a cambiare la nostra Costituzione. L’idea dell’autonomia differenziata è un danno. Il nostro Paese è già abbastanza diviso e frantumato”.


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