I giovani non hanno posti di lavoro!

I giovani non hanno posti di lavoro!
Vorrei sapere: È percorribile in bici? Come reperire tracce e documentazione? Esistono strutture ricettive segnalate? Quali? Grazie
Mi dispiace costatare per la milionesima volta sentire sempre la stessa retorica..i mali vengono dalle amministrazioni passate..e quindi lascia stare progetta tu vai avanti.. gli incendi ogni anno sempre peggio Schifani cosa ha i fatto?? Sanità hai migliorato i servizi per la gente??? Non ne parliamo,le strade un colabrodo..una su tutte quelle che ho attraversato da Mistretta a Castel di Lucio..una odissea a rischio la vita..le scuole cadono a pezzi sono un docente di scuola superiore...e per ultimo del più grosso e atroce problema.. l' abbandono dei piccoli comuni.. Schifani si faccia un giro nell' entro terra...e poi si dimetta!!
Il peggior nemico di Palermo è il palermitano e i suoi rappresentanti, con o senza contentezza
ma come on. mulè, qualche mese fa si proponeva come candidato a presidente della regione proprio perchè schifani non aveva fatto bene, soprattutto nella gestione del partito in sicilia, e ora ha fatto bene e quindi fa un passo indietro? o magari misurarsi con le preferenze fa un po' paura per chi è stato paracadutato a roma? chissà...
….oggi sarebbe molto utile.
Sciascia Leonardo da Racalmuto, chi non lo conosce? Tutti.
Tutti dicono de “Il giorno della civetta” e,i più esperti, lo citano facendogli dire che” gli uomini si distinguono in uomini e quaraquaquà”.
Questo san tutti (o molti) di Sciascia, cioè poco e male. Partendo dalle “categorie umane” non è pensiero di Sciascia la distinzione tra uomini (uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaraququà) bensì è,o era, pensiero consolidato ed alibi al contempo di una certa mafia.
La famosissima locuzione, infatti, Sciascia la fece dire ad un personaggio mafioso, ne Il giorno della civetta, il quale da giudice doveva giustificare i suoi criminali verdetti.
E quindi, secondo il romanzato mafioso, vi era una differenza quasi cromosomica per cui l’umanità sfumava dalla purezza dell’uomo con la U maiuscola (gente di parola e mafiosa , appunto) fino al quaqquaraquà che perdeva completamente la natura e l’essenza umana.
Sciascia fissò crudamente questo mafioso pensiero nelle pagine di quel racconto in tempi in cui la parola mafia era negata persino nei dizionari e con “le categorie” ci volle dire che la crudeltà mafiosa poggiava la propria idea su un corredo di valori simili a quelli per cui gli ebrei furono considerati “materiale umano” .
Ed ecco il parallelo di Sciascia: materiale umano – quaquaraquà; crudamente e terribilmente uguali.
Sciascia …. tanto attuale quanto dimenticato.