PALERMO – “Abbiamo voluto questo incontro con voi per dare un segnale: voi siete la nuova generazione e io conto molto sul fatto che possiate dare continuità alla difesa dei valori della democrazia, della libertà, delle istituzioni, quelle nazionali e quelle regionali, che sono un baluardo della nostra democrazia”. Con queste parole il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha accolto circa 400 studenti nei Giardini d’Orléans, a Palermo, in occasione delle celebrazioni per l’80° anniversario dello Statuto autonomo.
All’iniziativa hanno partecipato alunni di sette scuole palermitane, accompagnati dagli insegnanti, insieme al direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia Filippo Serra e al segretario generale della Regione Ignazio Tozzo.
Nel corso dell’incontro, Schifani si è soffermato sul valore dell’Autonomia siciliana, definendo lo Statuto “un patrimonio da salvaguardare” ma non “un totem intoccabile”. “È uno Statuto vivente – ha detto – che deve adeguarsi alle esigenze del presente. È giunto il tempo di apportare rivisitazioni in maniera illuminata per adeguarlo alla vita reale dei siciliani”.
Il presidente ha poi rivolto un messaggio ai giovani, parlando di formazione e lavoro: “Lavoriamo per voi per fare in modo che possiate avere in Sicilia un futuro sicuro, evitando che siate costretti ad andare via”. Tra le misure indicate anche il potenziamento del “south working” e il rafforzamento dei percorsi formativi in linea con le esigenze delle imprese.
Il direttore Serra ha definito l’iniziativa “una giornata educativa importante”, sottolineando il valore del confronto tra istituzioni e scuole in occasione delle celebrazioni dello Statuto siciliano.
Savarino: “Un traguardo storico ma oggi occorre aggiornarlo”
“A ottant’anni dall’entrata in vigore dello Statuto speciale, che ha rappresentato un traguardo importante per la Sicilia, è evidente come troppo spesso non sia stato valorizzato al meglio e anche quanto oggi occorra aggiornarlo”. Lo dice l’assessore regionale al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino.
“È necessario ripensare il ruolo della Regione – ha aggiunto – in un’Europa profondamente cambiata rispetto a quella che era appena uscita da una guerra devastante. Adesso la Sicilia può e deve assumere una funzione diplomatica di baricentro nel Mediterraneo e nello scenario internazionale. Occorre aggiornare, inoltre, le competenze legislative e rendere più rapidi i processi decisionali. Troppo spesso, infatti, idee, proposte e progetti si scontrano con i tempi della burocrazia e con percorsi normativi complessi: un sistema che va modernizzato, riconoscendo corsie preferenziali su temi urgenti. Le nostre peculiarità, a partire dall’insularità, devono diventare leva di sviluppo, con meccanismi automatici di riconoscimento e strumenti adeguati che valorizzino questa condizione, senza ogni volta intavolare complesse trattative”.
“Non sappiamo – ha concluso Savarino – quanti siciliani siano orgogliosi dello Statuto speciale ma, con certezza, tutti siamo orgogliosi della nostra sicilianità. È su questo senso di appartenenza che dobbiamo lavorare per rafforzare autorevolezza e dignità della nostra terra”.
