Quirinale, ecco i grandi elettori che vengono da Palermo - Live Sicilia

Quirinale, da Palermo 28 grandi elettori: NOMI – FOTO

Dal capoluogo siciliano, un contingente di 28 persone. Ecco ci sono
LA SCHEDA
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PALERMO – Oggi, il Parlamento si riunisce in seduta comune per il primo voto per l’elezione del Capo dello Stato. All’elezione partecipano 1009 grandi elettori, i 630 deputati, i 315 senatori, cui vanno sommati i 6 senatori a vita e i 58 delegati regionali.

All’interno di questo grande gruppo, non può mancare il contingente palermitano: un contingente che dovrebbe essere composto da 28 persone.

Il metodo

Il condizionale è d’obbligo, perchè dal punto di vista del metodo numerosi possono essere i criteri attraverso cui individuare i grandi elettori provenienti da Palermo e provincia. Il sito della Camera dei deputati permette di filtrare i suoi componenti attraverso la provincia di nascita (ma qualcuno degli originari di Palermo è stato eletto in altre circoscrizioni o pur essendo nato a Palermo, sentirà se stesso appartenente a un altro territorio). Il sito del Senato invece non permette di scoprire da che provincia provengono i senatori e così l’unico strumento di filtro è la Regione di elezione. Nulla toglie così che qualche senatore sia nato a Palermo ma eletto in altre regioni.

Il delegato regionale

Non lascia dubbi sulla sua origine il più votato fra i delegati regionali siciliani da parte dell’Assemblea regionale siciliana. Si tratta di Gianfranco Miccichè, presidente del parlamento siciliano, forzista e, per l’appunto palermitano di nascita. Gli altri due delegati regionali sol per memoria sono Nuccio Di Paola, capogruppo del Movimento 5 stelle all’Ars, e il presidente della Regione Nello Musumeci.

Da Palermo 15 deputati

I deputati nati a Palermo e provincia sono 15. Si tratta di: Davide Aiello (M5s), Roberta Alaimo (M5s), Michele Anzaldi (Italia Viva), Daniela Cardinale (Misto, Centro democratico), Vittoria Casa (M5s), Giuseppe Chiazzese (M5s), Manlio Di Stefano (M5s), Valentina D’Orso (M5s), Lisa Noja (Iv), Erasmo Palazzotto (Leu), Filippo Giuseppe Perconti (M5s), Francesco Scoma (Lega), Giorgio Trizzino (Misto, nessuna componente), Maria Carolina Varchi (Fratelli d’Italia) e Adriano Varrica (M5s).

In tre sono stati eletti in collegi non siciliani. Anzaldi è stato eletto nel Lazio mentre Di Stefano e Noja sono stati eletti in Lombardia.

A mancare fra questi nomi, ce ne sono certamente due. Uno è quello di Carmelo Miceli, nato a Ribera, deputato del Partito democratico che è stato segretario dell’istituzione provinciale palermitana. E qualcuno potrebbe ritenere anche un palermitano d’adozione Giorgio Mulè, esponente di spicco di Forza Italia, nato a Caltanissetta, che a Palermo si è affermato come cronista prima di passare alle testate nazionali.

Dal punto di vista politico, anche in questo piccolo contingente di deputati non sono mancati i cambi di casacca. Anzaldi e Noja si sono mossi dalle file del Pd verso quelle del neonato partito di Renzi, Italia viva. Da diversi punti di origine sono arrivati al Misto Giorgio Trizzino, che proveniva dal Movimento pentastellato e Daniela Cardinale che invece è stata eletta elle liste del Partito democratico. Il giro più lungo lo ha fatto Francesco Scoma che dagli scranni di Forza Italia si è trasferito prima in quelli di Italia Viva e poi in quelli della Lega di Matteo Salvini.

I senatori provenienti da Palermo

I senatori siciliani eletti e provenienti da Palermo o dal palermitano sono nove. Si tratta di Giulia Buongiorno (Lega) Antonella Campagna (M5s), Stanislao Di Piazza (M5s) Davide Faraone (Iv), Gabriella Giammanco (Fi), Cinzia Leone (M5s), Francesco Mollame (Lega), Loredana Russo (M5s), Renato Schifani (Fi). Forse però occorrere dire che i senatori sono dieci, pur non essendo formalmente nato a Palermo ma a Licata in provincia di Agrigento, è sicuramente palermitano d’adozione, l’ex magistrato, Pietro Grasso (Misto, Leu).

Anche qui gli schieramenti politici di appartenenza di ciascuno rispettano il dato di partenza. Davide Faraone dal Pd è passato a Italia viva. Francesco Mollame è stato eletto con il Movimento 5 stelle ed è passato invece alla Lega.

I partiti nel partito dei palermitani

In questo partitino di palermitani, il peso più rilevante è assunto dal Movimento 5 stelle: ben 12 grandi elettori su 27. Aggiungendo Miccichè, Forza Italia ha quattro grandi elettori. Italia Viva pesa con tre persone, tanto quanto la Lega. Due sono i grandi elettori di Leu, un deputato è del Pd, una di Fratelli d’Italia e poi ci sono le componenti del Misto: altri due grandi elettori.

Difficile è capire quanto posa apportare al voto un così frastagliato partitino del 2,77 per cento dell’assise chiamata ad eleggere il Capo dello Stato. È evidente che non sono le logiche territoriali a pesare nel voto del Capo dello Stato. Diversamente e fuor di dubbio, tutti, non solo per amor di patria, avrebbero una posizione monolitica: Mattarella bis. Lo staff del palermitano più amato però ha iniziato a fare il trasloco dal Palazzo del Quirinale. Dall’altra parte la partita è appena iniziata: chissà che può succedere, se è troppo in salita.

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Commenti

    Scusi dott. Cannizzaro, quando ha tempo lo fa un articolo in cui spiega cosa ha fatto ognuno di questi parlamentari per Palermo e la Sicilia in questi anni di legislatura?

    Vedi quanti soldi persi.

    Ma quanto è dura la salita!!!
    Nemmeno uno su mille(e otto) ce la fa.

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