Regionali, altolà da Roma "In ufficio solo il 50%"

Regionali, altolà da Roma| “In ufficio solo il 50%”

Commenti

    Il presidente oltre che adeguarsi deve chiedere scusa ai dipendenti. I numeri dello smart working sono facilmente rilevabili e dicono che non ci sono stati cali di produzione, anzi, e che l’unico calo è stato quello delle malattie. Sulla strigliata D’Urso: è stato il primo a chiudere il Dipartimento per via dell’aereazione centralizzata, si è cercato una norma per rimanere sino a 70 Anni, nonostante la bocciatura ci ha ritentato, e un parere dato dalla funzione pubblica ne ha bloccato le ultime velleità. Certo non si sarà preso le ferie prima della pensione, in teoria obbligatorie in quanto non pagabili. Ma se blocchi tutto l’ufficio sino a ferragosto, poi potrai chiederne il pagamento. Tutte nobili intenzioni…. Per le quali si può sputtanare il personale..

    D’Urso grande professionista attaccato al “lavoro”, suo! Lui lavora e ragiona al di sopra di leggi e regolamenti. Vedremo tra qualche tempo la bontà della “sua”spesa comunitaria fatta in assessorato all’Energia. Ne vedremo davvero delle belle. Infine il suo vero attaccamento è agli incarichi personali conferitigli dai suoi padrini. Uno su tutti il centro direzionale, che non vedrà mai la luce e che, tuttavia sin da adesso, comincia a regalare denari a destra e a destra! Il Grandi Bluff!

    Questo governo Nazionale mi comincia a stare simpatico e un bravi a SIAD-CISAL

    Non riesco a capacitarmi, detto con estrema sincerità, di come il Presidente Musumeci abbia potuto affermare che l’80% dei dipendenti regionali si sia “grattato la pancia” senza rendersi conto che, ammesso che ciò fosse corrisposto al vero, avrebbe dovuto “additare” e “strigliare” per incompetenza proprio quei dirigenti che lui stesso, o chi per lui, ha fatto accomodare su quelle poltrone. Il lavoro in smart presuppone un carico di lavoro che viene assegnato dai dirigenti e che deve essere monitorato e portato a termine. L’attività di monitoraggio va svolta dal dirigente e se il dirigente non è stato in grado di “controllare” i risultati e quindi di agire di conseguenza …. beh, che Musumeci proceda allora, tanto per iniziare, con il sostituire i facenti parte della classe dirigenziale che, evidentemente, non sono stati in grado di svolgere la loro funzione e, probabilmente, mai lo saranno.

    Messa a repentaglio, per un capriccio, la salute di almeno centomila persone.

    Malacumparsa di lù “Prisidenti” nustalgicu.

    Godi popolo! Tutti a casa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI